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Abbazia dell'Acquafredda

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Con il nome di abbazia dell’Acquafredda si indica un antico complesso monastico di Lenno, nel comune di Tremezzina, su un pianoro panoramico sotto il Monte Ossino, a circa 300 metri di quota. La fondarono i cistercensi di Morimondo nel 1143 e prende il nome da una sorgente d’acqua fresca vicina; la chiesa seicentesca ha affreschi del Fiammenghino e stucchi di Agostino Silva. Da anni il complesso non è più abitato, ed è in corso un progetto per recuperarlo e riaprirlo.

Storia

Il 1142 è l’anno del primo atto: Azzo Pellegrino da Isola cedette ai monaci cistercensi di Morimondo dei campi a Roncate, nel territorio di Lenno, perché vi sorgesse un monastero intitolato a Maria, a Pietro e ad Agrippino, in cui custodire le spoglie di Agrippino e di santa Domenica, traslate dall’Isola Comacina. Molti studiosi considerano il 1142 la vera data di fondazione, ma le tavole dell’Ordine riportano il 1143, anno di un documento di donazione. Prima ci fu una cappella di San Pietro, con le reliquie dei due santi, sopra la quale fu poi costruito il campanile, forse nel 1309; la chiesa cominciò nel 1153, dedicata a Santa Maria dell’Uliveto, e fu consacrata nel 1193. L’abbazia ebbe donazioni e privilegi di imperatori e papi, scriveva manoscritti nello scriptorium e ospitava le assemblee comunali.

Mal amministrata, nel 1460 fu data in commenda a Francesco Piccolomini, nipote di papa Pio II (per il sito dei cistercensi la commenda è del 1503). Divenne presto il covo di banditi, e nel 1527 il governatore di Como, Federico Bossi, ordinò al conte Ascanio Pergamini di incendiarla. La ricostruì la Congregazione cistercense di San Bernardo: nel 1547 l’abbazia tornò ai monaci, i lavori finirono all’inizio del Seicento e della chiesa romanica restò solo una piccola abside. Nel 1680 furono aggiunti gli stucchi del ticinese Agostino Silva, nel 1714 l’altare maggiore e nel 1724 la facciata, di Giovanni Battista e Antonio Nolli. L’abbazia fu soppressa nel 1785 e nel 1787 passò alla famiglia Mainoni; dopo vari proprietari, tra il 1904 e il 1910 ospitò i benedettini di Santa Maria Maddalena di Marsiglia, esiliati dalla Francia, poi un seminario estivo di Crema fino al 1928. Nel 1934 fu comprata dai cappuccini, che nel 1966 la affidarono al Terzo Ordine Francescano: vi si insediarono le Ancelle del Signore, assistite dai frati.

Stato attuale

Il Settimanale della Diocesi di Como, nell’aprile 2024, scrive che l’abbazia è da anni inutilizzata per la mancanza di vocazioni; la proprietà è della Provincia di Lombardia dei frati minori cappuccini. A febbraio 2024 il Comune di Tremezzina ha avviato, con 50.000 euro di Fondazione Cariplo, un tavolo di co-progettazione per recuperare e riaprire il complesso, con un uso orientato al turismo culturale, religioso e spirituale e all’inserimento lavorativo di giovani e persone fragili. All’avviso hanno risposto quattordici organizzazioni e il tavolo si è insediato il 6 maggio 2024, con Comune, Diocesi di Como e cappuccini come componenti di diritto. Non abbiamo trovato notizie successive né una data di riapertura.

Cosa vedere

La chiesa è raggiungibile attraverso un piazzale con cipressi e un portale di pietra con lo stemma dei cappuccini. La facciata ha un portico a serliana con due colonne e un timpano con la dedica alla Vergine, e sotto il portico un portale con le statue in stucco della Vergine e di sant’Agrippino. Il campanile, a pianta quadrata e con la cella a quattro fornici, sorge sull’oratorio di San Pietro, a sinistra della chiesa.

L’interno ha una sola navata con due cappelle laterali e un’abside poligonale, con una ricca decorazione a stucco: nel presbiterio la volta mostra Dio Padre in gloria e lo Spirito Santo circondati da schiere di angeli. La cappella destra, di San Bernardo, ha una pala seicentesca e un ciclo di affreschi sulle storie del santo, attribuiti al Fiammenghino; quella sinistra, della Madonna, ha affreschi dello stesso pittore con l’Incoronazione della Vergine, Giuditta e Oloferne, Ester e Assuero. Il Fiammenghino firmò nel 1621 anche l’Annunciazione dell’altare maggiore, e quattro affreschi nel presbiterio. Dall’apertura a sinistra del presbiterio si entra nell’antica cappella di San Pietro, alla base del campanile, decorata con le storie dei santi Pietro e Paolo.

Info pratiche

  • L’abbazia è in località Roncate, a Lenno; la stampa locale la presenta come una delle tappe più spettacolari della Francigena Renana in Tremezzina (Il Giorno, febbraio 2024).
  • Non abbiamo trovato orari ufficiali di visita: Como e il suo Lago, in una pagina non datata, scrive che d’estate si può visitare l’interno della chiesa, ma la comunità che la animava non c’è più. Conviene informarsi presso il Comune di Tremezzina prima di andarci.

Fonti

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