Chi arriva a Urio dal lago vede emergere sopra le case il campanile romanico dei Santi Quirico e Giulitta, in sasso di Moltrasio. La chiesa, parrocchiale della frazione di Carate Urio, ha la forma data da una ricostruzione del 1865, ma attorno a quella torre del XII secolo sono passati secoli di storia.
Storia
La prima carta che nomina la parrocchia di Urio è del 1490. Il comune di Carate Urio fa risalire al 1335 l’appartenenza alla pieve di Zezio, quella della città di Como; la voce di Wikipedia dice solo che era filiale della pieve già nel Trecento. Alla fine del Cinquecento, nella visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda (1592, per il Comune), i fedeli erano 116, di cui 60 comunicati.
Il Comune pubblica la descrizione che Ninguarda lasciò della chiesa di allora, un edificio lungo circa 13 metri e alto 7,5, con due navate a pavimento lastricato e il tetto di assi a vista. La navata maggiore, a sinistra, aveva l’altare dei santi patroni sotto una volta nuova; il tabernacolo era dipinto e in parte dorato, ma l’Eucaristia si custodiva in sacrestia «per maggior sicurezza». Nella navata minore, a destra e più antica, c’era un piccolo altare di san Quirico che il vescovo ordinò di togliere, anche perché le rovine di una torre vicina minacciavano di far entrare pioggia e neve. Il fonte battesimale era di marmo bianco e il campanile, vicino all’altare maggiore, aveva due campane.
Nei secoli successivi i numeri crescono lentamente: 235 anime tra il 1779 e il 1780, 239 nel 1788, 361 al tempo della visita del vescovo Andrea Carlo Ferrari, nel 1892. La confraternita del Santissimo Sacramento era stata eretta nel 1779, e a Cavadino la parrocchia aveva due oratori, intitolati alla Santissima Trinità e alla Natività di Maria. Urio fu un comune autonomo fino al 1927, quando confluì in Carate Urio.
Il torrente che scende alle spalle del paese (il Pangino, per il Comune) fece danni più volte, nel 1752, nel 1814 e nel 1841, e dopo le ultime piene la chiesa fu ricostruita nel 1865. Non tutte le fonti isolano così nettamente quella data: la scheda regionale parla per il complesso di un’epoca che va dal XVII secolo al 1865. Secondo myLakeComo il rifacimento poggiò sui muri esterni di una chiesa romanica coeva alla torre, e in età barocca l’ingresso fu spostato dall’antica via Regina al lato lago: per questo l’abside non guarda a oriente, come nella tradizione cristiana, ma verso il tramonto.
Cosa vedere
Il campanile è la parte più antica. Ha base quadrata ed è in sasso di Moltrasio; la doppia cella ha una bifora per lato ed è coperta da un tetto a quattro falde. Comune, myLakeComo e Villa Senagra concordano sul XII secolo, mentre secondo alcuni studiosi la parte con le bifore sarebbe stata rifatta.
La facciata, sul lato del lago, è a capanna e semplice: quattro lesene tuscaniche reggono un fregio liscio e il timpano, con il portale al centro e sopra una finestra semicircolare. Dentro c’è una sola navata con cappelle laterali, un presbiterio rialzato di alcuni gradini e un’abside semicircolare. Il Comune segnala soprattutto i dipinti rinascimentali, due tavole con l’Assunzione e con i santi Rocco e Domenico (quest’ultima sopra il confessionale), oltre a tele del Cinque e del Seicento, tra cui un’Immacolata di iconografia morazzoniana.
Fuori, il sagrato è un belvedere: sta davanti alla riva di Faggeto, dall’altra parte del lago, e chi esce dalla messa si trova di fronte il Lario.
Info pratiche
- La chiesa è sulla via Regina (via Regina Vecchia per la scheda regionale), a Urio.
- Secondo il Comune l’accesso è libero negli orari di apertura al pubblico, che non sono pubblicati: per visitare la chiesa conviene informarsi presso la parrocchia di Urio.
Fonti
- Comune di Carate Urio, Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta - Urio
- SIUSA, Parrocchia dei SS. Quirico e Giulitta in Urio
- Lombardia Beni Culturali, Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta - complesso (scheda CO260-00113)
- myLakeComo, Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta
- Villa Senagra, Cosa vedere a Carate Urio
- Wikipedia, voce Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta (Carate Urio).