Sant’Agostino, in piazza Amendola, è una chiesa gotica di Como di tipo cistercense: fondata nel Trecento dagli Eremitani di Sant’Agostino sull’antico porto della città, ha tre navate con archi a sesto acuto, affreschi del presbiterio e i resti dei due chiostri del monastero.
Storia
La chiesa si affaccia sull’antico porto di Sant’Agostino, nel borgo della Coloniola, a ridosso del monte di Brunate. La fondarono frati Eremitani del convento di San Tommaso a Civiglio, un borgo sopra Como; il terreno fu un dono della famiglia Pioppi, e Pietro Pioppi vi fu sepolto nel 1393. La data di fondazione varia: la scheda di Lombardia Beni Culturali la riporta al 1300 secondo l’erudizione locale sei-settecentesca, Wikipedia alla prima metà del Trecento. Anche per la consacrazione le fonti non coincidono: forse il 1384, dal vescovo Enrico da Sessa, per la scheda regionale; tra il 1379 e il 1384 per Wikipedia. Il convento ebbe peso a Como soprattutto dopo il 1449, quando aderì all’Osservanza della Congregazione di Lombardia.
Nel Seicento si aggiunsero cinque cappelle con stucchi, affreschi e altari di legno. Con la soppressione del monastero, nel 1772, la chiesa divenne parrocchiale e l’anno dopo, con la demolizione della vicina Sant’Antonino, ne assorbì funzioni e diritti: i rifacimenti neoclassici che ne seguirono nascosero la struttura gotica. Un restauro negli anni Sessanta del Novecento li tolse, ridiede alle navate le capriate di legno, spostò l’altare sotto l’arco trionfale e riportò alla luce affreschi dell’arco e dei pilastri. Nel 1995 la facciata di pietra è stata intonacata a un solo colore, risparmiando le lesene, le cornici delle monofore e gli oculi, che hanno fasce policrome.
Cosa vedere
Esterno e chiostri
La facciata a salienti è divisa in tre da lesene policrome e coronata da pinnacoli, con un grande rosone sopra il portale quattrocentesco di pietra, scolpito a motivi floreali. Nella lunetta restano i resti di un affresco della seconda metà del Quattrocento con la Madonna e il Bambino, sant’Agostino e santa Monica da una parte e, dall’altra, la beata Maddalena Albrici con san Nicola da Tolentino, che Wikipedia attribuisce ad Andrea De Passeri. Il campanile è una semplice torre addossata alla sacrestia.
Sul lato sud si conservano i due chiostri. Il «nuovo», che si raggiunge dalla strada, ha solo il lato meridionale, con sette campate su colonnine di pietra; dopo una scala si arriva al chiostro «vecchio», di cui restano tre lati. Sulla parete esterna della chiesa, in parte coperti dalle volte, si leggono frammenti di affreschi tardoquattrocenteschi. Il chiostro è stato restaurato di recente, secondo il portale Gite in Lombardia, che non indica l’anno. Nell’antico refettorio c’è un Cenacolo con dodici santi monaci agostiniani, del 1620, staccato dalla sede originaria nel 1876 dopo un terremoto: la critica lo riferisce di solito a Giovanni Paolo Recchi, ma Wikipedia ricorda che l’attribuzione non è sicura.
Interno
Pilastri di pietra reggono gli archi ogivali delle tre navate, che finiscono in tre absidi piatte. Nel presbiterio si sono conservate le testimonianze più importanti del ciclo pittorico trecentesco: una Crocifissione nel coro, un’Annunciazione con i profeti Geremia e Isaia sull’arco trionfale e altri profeti in nicchie. La navata sinistra ha sei cappelle di gusto rinascimentale e barocco, in forte contrasto con la sobrietà del resto.
La seconda, della Madonna della Cintura, ha affreschi e tele del Morazzone del 1612, con, fra le opere, le Nozze di Cana e la Nascita di Maria. Secondo Wikipedia nella terza ci sono affreschi di Pietro Bianchi e una Deposizione di Francesco Innocenzo Torriani, e nella quinta un Sogno di San Giuseppe attribuito a Daniele Crespi; sulla parete destra la stessa fonte elenca una Madonna con santi di Simone Peterzano e una tela di Giulio Calvi, del 1590, con la Madonna, il Bambino e i santi Fermo e Lorenzo.
Come arrivare
La chiesa è in piazza Giovanni Amendola 22, a pochi minuti a piedi dal lungolago e dalla stazione Como Lago, vicino alla partenza della funicolare per Brunate (Como City).
Info pratiche
- Una scheda regionale aggiornata nel 2010 riportava l’apertura dalle 7.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 19: non abbiamo trovato conferme recenti, e conviene telefonare alla parrocchia (031 300217, numero indicato anche dalla scheda regionale).
- La parrocchia fa parte della comunità pastorale con San Giuliano.