Cosa Vedere · Monti

Monte Barro

Ramo di Lecco

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Il Monte Barro è un rilievo calcareo-dolomitico di 922 metri, isolato dai monti circostanti e affacciato sull’alta pianura: la prima sentinella delle Prealpi lombarde sopra la pianura, contenuto per intero in un parco regionale.

Cosa vedere

Il parco sta a sud-ovest delle Grigne, tra l’estremità orientale del Lago di Como, il lago di Annone, il lago di Garlate e la sella di Galbiate. In meno di 700 ettari vivono oltre mille specie di piante, un’eccezionale ricchezza che il parco spiega con la collocazione nel distretto insubrico, con le glaciazioni e con il substrato calcareo; il monte è anche un passaggio per molti uccelli, studiati alla Stazione ornitologica di Costa Perla, un vecchio roccolo diventato osservatorio scientifico. È un sito di importanza comunitaria della rete Natura 2000.

I sentieri segnalati sono 44 chilometri e raggiungono i luoghi principali: la vetta e i panorami sui laghi e su Lecco, il pianoro di Pian Sciresa sul versante orientale, il borgo medievale di Camporeso con il Museo Etnografico dell’Alta Brianza, la falesia di Camporeso con circa 150 vie attrezzate, Villa Bertarelli a Galbiate, con il Centro Flora Autoctona della Regione, la chiesa di San Michele (Settecento, rimasta incompiuta) e, all’Eremo, il centro visitatori con la terrazza panoramica e la chiesa tardogotica di Santa Maria.

Storia

La scoperta più importante è sui Piani di Barra: gli scavi, cominciati nel 1986, hanno riportato alla luce il più vasto insediamento di età gota finora trovato in Italia (V-VI secolo d.C.), un abitato fortificato con più edifici, tra cui il cosiddetto Grande Edificio, probabilmente la residenza di una figura di rilievo del villaggio. Sul lato sud si può seguire un lungo tratto del muro di fortificazione, il muraiòò, a difesa del sito, con una torre su ciascuno dei tre crinali. Un secondo sito, sul versante nord-orientale, è Monte Castelletto: un luogo fortificato altomedievale con i resti di una torre e di una cinta muraria, frequentato secondo gli scavi almeno dall’VIII secolo e presidiato nel XIII da una piccola guarnigione.

Il Museo Archeologico del Barro (MAB), all’Eremo, nato nel 1999 alla fine degli scavi, conserva oltre quattrocento reperti: monete, ceramiche, vetri, pentole in pietra ollare, ornamenti, e la Corona Pensile, un oggetto di cui si conoscono pochissimi altri esempi.

Come arrivare

In auto l’Eremo si raggiunge da Galbiate lungo via Monte Barro, che più avanti prende il nome di via Balassi, e c’è posto per parcheggiare di fronte al museo. Da maggio a settembre, però, la domenica e nei giorni festivi il transito si ferma alla località Fornace: da lì si prosegue a piedi per circa mezz’ora oppure si usa la navetta gratuita da Galbiate. Per il Pian Sciresa bastano brevi passeggiate da Lecco, Malgrate e Galbiate. Tempi, difficoltà e condizioni dei sentieri cambiano con la stagione e vanno verificati prima di partire (CAI, gestori dei rifugi, bollettino meteo).

Info pratiche

  • Museo Archeologico del Barro (sito del museo, che alla consultazione del 2 ottobre 2026 riportava ancora la stagione 2025): aperto il sabato e la domenica dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 14:00 alle 17:00; ingresso gratuito la prima domenica del mese, altrimenti 2 euro (1 euro ridotto), gratis fino a 5 anni e sopra i 65; audioguide gratuite in quattro lingue; visite guidate su prenotazione (tel. 366 2380659, educazione@eliante.it). L’orario va controllato prima di partire.
  • Altezza: 922 metri (Wikipedia, Wikidata, OpenStreetMap). Il territorio è quasi tutto nel comune di Galbiate, che non ha una pagina sul sito: questa scheda è associata al vicino Malgrate.

Fonti

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