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Palazzo Gallio

Alto Lario

Gravedona ed uniti →

Fatto costruire da un cardinale che non vi abitò mai un solo giorno, Palazzo Gallio guarda il lago dall’alto di un promontorio roccioso a nord di Gravedona, con la sagoma di un castello e l’anima di una villa rinascimentale.

La sua storia comincia con Tolomeo Gallio, cardinale e segretario di Stato pontificio, che tra il 1579 e il 1580 ricevette da Filippo II di Spagna in feudo la contea delle Tre Pievi - Gravedona, Sorico e Dongo. La prima pietra fu posata tra il 1586 e il 1587, sul luogo dove sorgeva un fortilizio medievale del XII secolo, di cui restano tracce murarie incorporate nella cinta del giardino; a dirigere il cantiere fu il capomastro gravedonese Giacomo Curti. Il progetto architettonico è stato a lungo attribuito a Pellegrino Tibaldi, lo stesso che lavorò per Carlo Borromeo - attribuzione ancora riportata dal Comune di Gravedona ed Uniti - ma secondo la scheda ufficiale di Lombardia Beni Culturali è più probabile che sia opera di Giovanni Antonio Piotti da Vacallo, attivo anche a Villa Pliniana e alla basilica di Sant’Abbondio a Como. I lavori si conclusero solo dopo il 1607, anno della morte del cardinale, che non vide mai completato l’edificio.

Passato ai nipoti, i duchi d’Alvito, il palazzo attraversò secoli turbolenti: fu adibito a ospedale durante le occupazioni francese e spagnola e incendiato nel 1636 da Henri de Rohan durante la Guerra dei Trent’anni; agli inizi dell’Ottocento parte degli ambienti fu persino convertita in filanda.

La struttura, a pianta quadrata con quattro torri angolari che ne richiamano l’origine difensiva, si apre verso il lago e verso i monti con due logge sovrapposte di gusto rinascimentale, mentre all’interno un grande salone attraversa l’intero edificio e al primo piano si trova una cappella affrescata. Il giardino, all’italiana nel Settecento e trasformato in stile inglese nell’Ottocento, ospita oggi numerose camelie: ogni anno, nella settimana che precede la Pasqua, vi si tiene la tradizionale Mostra delle Camelie.

Dichiarato monumento nazionale, Palazzo Gallio è oggi sede della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio e ospita mostre, concerti e la biblioteca comunale.

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