Fu qui che Carlo Emilio Gadda, uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, trascorse buona parte della propria infanzia e adolescenza, senza però mai serbarne un buon ricordo.
Nota anche come Villa Gadda, Villa Ambra sorge in via alla Costa, all’incrocio con via Monticelli e via dei Giardini, in posizione rialzata sopra il campo alla Costa in direzione di Galliano. Fu la residenza di villeggiatura della famiglia dell’autore di capolavori come “La cognizione del dolore” e “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”: proprio nel primo romanzo, ambientato in un immaginario Brasile ma ispirato ai luoghi dell’infanzia dello scrittore, il vicino lago del Segrino compare con il nome poetico di “See grün”, lago verde in tedesco - un omaggio nemmeno troppo velato al piccolo specchio d’acqua che Stendhal, secoli prima, aveva paragonato a una gemma di smeraldo.
Il legame tra la famiglia Gadda e Longone al Segrino non si esaurisce con la villa: nel cimitero locale riposano ancora oggi la sorella, il fratello, il padre e la madre dello scrittore, a testimonianza di un rapporto con questi luoghi più profondo di quanto Gadda stesso fosse disposto ad ammettere. Il lago del Segrino, del resto, ha ispirato anche altri grandi nomi della letteratura italiana: qui è ambientato il romanzo “Malombra” di Antonio Fogazzaro e la novella “La pazza del Segrino” di Ippolito Nievo.
Oggi l’edificio di Villa Ambra è stato trasformato in un condominio residenziale, ma resta un punto di riferimento imprescindibile per chi ama ripercorrere i luoghi della letteratura italiana del Novecento lungo le rive del piccolo lago brianzolo.