Un tempo dimora di una delle étoile più applaudite della Scala, questa villa ottocentesca di Carate Urio custodisce nel proprio nome il passaggio dal teatro all’aristocrazia lariana.
La villa fu acquistata verso la metà dell’Ottocento da Sofia Brambilla, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano conosciuta in tutta Europa con il nome d’arte di “Sofia Fuoco”: da qui il nome con cui l’edificio è ancora oggi ricordato dagli abitanti del luogo, Villa Fuoco. Conclusa a soli trentacinque anni la sua brillante carriera sui palcoscenici europei, la ballerina scelse questa dimora affacciata sul lago per trascorrervi il resto della propria vita, fino alla morte, avvenuta nel 1916, pianta da tutti i compaesani per la sua generosità.
Nei decenni successivi la proprietà passò ai conti Viganotti Giusti e infine alla famiglia Baragiola, da cui deriva il nome con cui è oggi più diffusamente conosciuta: Villa Baragiola-Carcano. La villa fa parte del tratto di costa tra Moltrasio e Carate Urio che i battelli della Navigazione del Lago di Como attraversano nel classico giro del primo bacino, un percorso che tocca alcune delle dimore più affascinanti della sponda occidentale del Lario, dal Castello di Urio fino al piccolo porto di Carate.
Oggi la villa resta una residenza privata, ma il suo nome continua a raccontare una delle storie più curiose e meno note del patrimonio di ville storiche del Lago di Como: quella di un’artista di fama europea che scelse la quiete del lago come ultimo rifugio dopo una vita di applausi.