Nata nel Seicento come residenza della famiglia Ghezzi e rinominata nel 1903 in memoria della prima moglie del conte Sebregondi, Villa Camilla è oggi la sede del municipio di Domaso.
Villa Camilla sorge ai margini del centro storico di Domaso, lungo la strada statale Regina che la separa dal lago. Il primo impianto risale alla prima metà del Seicento, come residenza della famiglia Ghezzi; verso la metà del secolo la proprietà fu venduta al conte Filippo Antonio Calderara, che ampliò l’edificio.
Nel 1753, alla morte del conte, la villa passò al nipote ed erede Bartolomeo, marchese Calderara, marito di Vittoria Peluso, con la quale viveva a Villa d’Este, a Cernobbio. Dopo la morte di Bartolomeo, nel 1806, la vedova sposò Domenico Pino, generale dell’esercito napoleonico. Nel 1837 la villa fu venduta a Francesco Lampugnani; passata al figlio Giuseppe, fu venduta per far fronte a difficoltà economiche, tra il 1864 e il 1866 secondo le schede regionali, ai coniugi inglesi Samuel Hill ed Emma Gryllis, che la tennero fino al 1903.
Nel 1903 la villa passò al conte Giuseppe Maria Sebregondi, che vi eseguì interventi decorativi e le diede il nome di Camilla in onore della prima moglie, la contessa Camilla Barbiano di Belgioioso. Alla sua morte, nel 1944, la proprietà passò ai nipoti Carlo e Giovanni, che il 19 ottobre 1952 la vendettero al Comune di Domaso, che ne fece il municipio.
L’edificio ha una pianta rettangolare compatta su due piani, con un corpo più basso un tempo destinato ai servizi. È preceduto da una monumentale cancellata settecentesca proveniente da Villa Giulini di Sorico; il portale centrale è in serizzo, con un balconcino su mensole in pietra, e le finestre hanno cornici dipinte di gusto tardo barocco. Il parco ha una parte formale con aiuole sui lati sud ed est, numerose camelie, alberi ad alto fusto come sequoie e larici e una finta grotta realizzata nell’Ottocento. La villa ospita gli uffici comunali; dal 2004 è stata oggetto di un restauro che ha riguardato soprattutto il piano nobile.