Cosa Vedere · Ville

Villa del Grumello

Ramo di Como

Como →

Un antico “Castellazzo” circondato da vigne e frutteti, trasformato nel Cinquecento in una delle prime ville di villeggiatura sul Lago di Como: qui il poeta Ugo Foscolo scrisse lettere d’amore alla giovane Francesca Giovio, detta Cecchina.

Le prime notizie risalgono al XV secolo, quando i documenti citano l’edificio come “Castellazzo”, una costruzione rustica su due piani circondata da vigneto, prato e frutteto. Nella seconda metà del Cinquecento il banchiere milanese Tommaso d’Adda ne promosse la ricostruzione, rendendola una delle prime residenze suburbane del patriziato comasco sulle rive del lago. Passata di mano nei secoli successivi alle famiglie Odescalchi e Giovio, la villa fu più volte rimaneggiata: sul finire del Settecento l’architetto Simone Cantoni ridisegnò la facciata e aggiunse le due ali laterali, mentre nel 1870 la famiglia Celesia, proprietaria dalla metà dell’Ottocento, incaricò l’architetto Nessi di sopraelevare di un piano il corpo centrale e di realizzare la serra affacciata sullo stagno del parco.

Tra gli ospiti che frequentarono la villa figurano Vincenzo Monti e Alessandro Volta, oltre allo stesso Foscolo, la cui presenza è ricordata da un busto eretto nel parco nel 1884. Nel 1954 la contessa Giulia Celesia Cays donò la proprietà all’Ospedale Sant’Anna, che la trasformò in casa di riposo; tra il 1970 e il 2000 ospitò invece gli uffici stile della Ratti, storica azienda comasca della seta. Dal 2006 un’associazione dedicata ne cura il restauro e la gestione: oggi Villa del Grumello, raggiungibile a piedi da Como lungo il Chilometro della Conoscenza, è sede di mostre, convegni ed eventi culturali, con un parco che conserva ancora la serra, la foresteria, la darsena e la cappella ottocenteschi.

← Torna a Cosa Vedere