Prima di Villa Gallia, su questo stesso terreno di Borgovico sorgeva “Il Museo”: una delle prime gallerie d’arte private d’Italia, voluta dall’umanista Paolo Giovio per esporre la propria collezione di ritratti di uomini illustri.
Costruito tra il 1537 e il 1543 con materiali leggeri e provvisori, il “Museo Gioviano” di Paolo Giovio - vescovo e storico alla corte di Roma e dei Medici - si deteriorò rapidamente, tanto che nel 1615 l’abate Marco Gallio, nipote del cardinale Tolomeo Gallio di Villa d’Este, ne fece demolire i resti per costruire, arretrando dalla riva per maggiore stabilità, l’attuale Villa Gallia: la più antica dimora ancora esistente in via Borgovico.
Nel 1815 l’architetto Simone Cantoni - lo stesso progettista di Villa Olmo - ne curò l’ampliamento verso sud e l’aggiornamento in chiave neoclassica, su commissione della stessa Carolina di Brunswick che proprio in quegli anni trasformava Villa d’Este a Cernobbio. Ulteriori interventi agli ornati esterni e alla darsena furono realizzati a fine Ottocento dall’ingegner Robecchi per il barone Sabino Leonino. All’interno, il grande salone conserva affreschi attribuiti alla famiglia di pittori Recchi, con scene dedicate alla fuga di Enea da Troia e alla storia di Roma, oltre a un imponente camino in pietra rossa di Arzo e marmo nero di Olcio.
Acquistata dal Comune di Como nel 1957 e oggi sede di uffici dell’Amministrazione Provinciale, Villa Gallia apre il proprio giardino affacciato sul lago - un tempo condiviso con la vicina Villa Saporiti - in determinati orari, offrendo ai visitatori un accesso gratuito raro tra le grandi ville storiche del Lario. Dal 1998 il giardino ospita anche “Medusa”, scultura di Domenico Paladino dedicata alla memoria di Gianni Versace.