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Villa Gavazzi

Ramo di Lecco

Valmadrera →

Acquistata nel 1817 dalla contessa Teresa Casati, moglie del patriota Federico Confalonieri, questa dimora passò di lì a poco a una famiglia di industriali della seta che la trasformarono nel cuore pulsante di quella che sarebbe stata soprannominata “la Manchester d’Italia”.

Le origini del complesso risalgono al Seicento, quando il nucleo più antico apparteneva alla famiglia Bonacina, ricchi commercianti di cuoio attivi a Valmadrera fin dal Cinquecento. Sul finire del secolo, l’ultima erede Bonacina, Maddalena, sposò il marchese milanese Giacinto Orrigoni, portando in dote la casa alla sua famiglia, che nel Settecento ne ampliò la struttura con un grande corpo a “U” in forme barocche. Fu proprio dagli eredi Orrigoni, tramite la contessa Casati Confalonieri, che nel 1817 i fratelli Giuseppe Antonio, Egidio e Antonio Gavazzi acquistarono l’intero complesso, affidando all’architetto lecchese Giuseppe Bovara un’importante ristrutturazione in chiave neoclassica che raddrizzò le forme barocche della facciata.

Tra il 1820 e il 1840 gli stessi fratelli Gavazzi vollero attorno alla villa un grande parco romantico, tra i più notevoli dell’intero Lecchese, probabilmente disegnato dall’ingegner Giuseppe Balzaretto, lo stesso che avrebbe poi firmato i celebri giardini pubblici di via Palestro a Milano. Il complesso, esteso su circa 30.000 metri quadrati, comprende ancora oggi l’imponente filanda di famiglia, la corte padronale, la cappella di San Gaetano e una raffinata serra ottocentesca, un tempo riscaldata con l’acqua calda proveniente dalla vicina filanda attraverso un ingegnoso sistema di tubature.

Proprietà privata della famiglia Gavazzi ancora oggi, Villa Gavazzi apre eccezionalmente le proprie porte al pubblico in occasione della rassegna regionale “Ville Aperte”, quando centinaia di visitatori possono scoprire le sale da ricevimento, la galleria, gli arredi originali e le carte da parati ottocentesche di questa autentica villa-filanda, testimonianza rara di un’epoca in cui industria e villeggiatura convivevano nello stesso luogo.

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