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Villa Meda

Triangolo Lariano

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Nel cuore di Canzo, affacciata sul torrente Ravella, Villa Meda custodisce soffitti a cassettoni affrescati e firmati nel 1701-1702, oggi trasformata in Biblioteca Civica accessibile a tutti.

Sorta sul finire del Settecento come residenza di campagna della famiglia Meda su una struttura preesistente, la villa fu realizzata in stile neoclassico su progetto dell’architetto Simone Cantoni, figura di spicco dell’architettura lombarda dell’epoca. L’edificio si sviluppa attorno a due cortili interni, il secondo più piccolo e raccolto, mentre gli antichi ambienti abitati si affacciavano su un giardino all’italiana di cui oggi resta solo una parte, adibita a parcheggio dopo che l’area si estendeva un tempo anche sull’altra sponda del torrente.

L’interno custodisce saloni con volte affrescate e soffitti a cassettoni decorati da Luca Roscio da Vill’Albese, pittore comasco le cui pregevoli superfici sono firmate e datate al 1701-1702: un dettaglio che testimonia come la villa, pur nella sua veste settecentesca, conservi al proprio interno tracce artistiche ancora più antiche. Nel complesso si trova anche una suggestiva cappella privata, oggi ribattezzata Battistero, utilizzata anche per la celebrazione di matrimoni civili, e una sala che espone quadri del pittore Salvatore Fiume, che dal 1946 scelse Canzo come propria residenza.

Utilizzata come colonia estiva e caserma durante la Seconda Guerra Mondiale, Villa Meda ha saputo reinventarsi nel tempo: oggi ospita la Biblioteca Civica di Canzo e alcune associazioni locali, rendendo accessibile al pubblico un patrimonio storico che altrimenti resterebbe riservato alle sole visite guidate.

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