Sul promontorio che si protende tra Cernobbio e Moltrasio, questa villa dai toni rosa e giallo pallido prende il nome dal dialetto comasco “pizz”, la punta di terra su cui sorge.
Le prime notizie risalgono al 1435, quando il mercante comasco Giovanni Mugiasca acquistò il terreno con vigneto e casa colonica. Nel corso del Cinquecento, dopo le guerre tra Como e Milano, la proprietà passò a Giovanni Battista Speciano, luogotenente al servizio degli Sforza, che nel 1532 vi fece edificare un’elegante villa, chiamata allora “Speciana”. All’inizio del Seicento la famiglia Mugiasca rientrò in possesso del complesso e, nel 1630, vi si trasferì per sfuggire a un’epidemia di peste: fu in quegli anni che presero forma i terrazzamenti del giardino, insieme a vigne e uliveti. Nel 1842 il vescovo Giovanni Battista Mugiasca donò la proprietà all’ospedale Sant’Anna di Como, che la mise all’asta a metà Ottocento: l’acquirente fu l’arciduca Ranieri d’Asburgo, viceré del Lombardo-Veneto, che vi fece piantare essenze esotiche nel giardino. Nel 1865 la villa passò alla nobildonna austriaca Elise Musard, che fece ridipingere la facciata nei toni rosa e giallo pallido ancora oggi visibili, e infine, tra il 1871 e il 1873, alla famiglia Bassani-Volpi, che ampliò l’approdo e vi aggiunse una portineria.
L’assetto attuale della villa deve molto a un intervento ottocentesco su progetto dell’architetto Simone Cantoni, datato 1806. Nel parco, tra i celebri viali di cipressi, si trovano un monumento dedicato ad Alessandro Volta e il mausoleo della famiglia Volpi-Bassani, costruito in forme che richiamano un battistero romanico. Oggi proprietà della famiglia Lodigiani, Villa Pizzo conserva i suoi giardini all’italiana e all’inglese, visitabili nella bella stagione solo su prenotazione e con visite guidate di gruppo.