Costruita in riva al lago alle spalle di uno dei giardini all’inglese più scenografici di Bellagio, Villa Trivulzio custodisce nel proprio parco la piccola chiesa romanica di Santa Maria di Loppia, un angolo di quiete che vale una deviazione dal centro del paese.
La villa nacque come Villa Taverna, edificata dal conte Paolo Taverna sulla seconda metà del Settecento in una posizione panoramica tra l’insenatura di Loppia e la frazione di San Giovanni. Fu affittata a Francesco Melzi d’Eril, vicepresidente della Repubblica Cisalpina, che vi risiedette proprio mentre poco distante si costruiva la sua celebre Villa Melzi. Nell’Ottocento la proprietà passò ai nobili Poldi Pezzoli, che la ampliarono con due corpi laterali collegati all’edificio principale tramite gallerie, e fecero ridisegnare il parco in stile inglese dall’architetto Giuseppe Balzaretto, autore di alcuni dei giardini più celebri del Lario.
Fu proprio nella villa di Bellagio che Gian Giacomo Poldi Pezzoli, il celebre collezionista d’arte milanese fondatore dell’omonimo museo, trascorse lunghi periodi insieme alla madre Rosa Trivulzio, cugina della patriota Cristina Trivulzio di Belgiojoso: un legame familiare che portò poi la proprietà, per via ereditaria, ai principi Trivulzio, da cui il nome con cui è oggi conosciuta.
Nel 1941 la villa passò ai conti Gerli, attuali proprietari, che hanno curato il restauro della chiesetta romanica custodita nel parco: chi passeggia lungo il lungolago di Bellagio può ancora intravederne il profilo neoclassico, uno scorcio che racconta, meglio di tante guide, la storia delle grandi famiglie che hanno reso celebre questo angolo di Lario.