La chiesa di San Giovanni Battista, a Chiuso, rione di Lecco sulla strada per Bergamo, è detta anche chiesa del Beato Serafino: vi riposa don Serafino Morazzone, che fu parroco del paese per quarantanove anni (1773-1822) e confessore di Alessandro Manzoni. Il piccolo edificio, di origine romanica, nasconde nel presbiterio affreschi del Quattrocento.
Storia
Chiuso era l’ultimo paese prima del confine: la chiesa fu costruita presso l’antico confine che separava Milano da Venezia, sopra un edificio già esistente nel Duecento. La scheda regionale colloca la costruzione tra la fine del XIII e il XVII secolo; il Comune di Lecco spiega che nel Seicento ci furono rifacimenti, dovuti alle continue incursioni militari legate alla vicinanza del confine, e a questa fase assegna la balaustra e la volta a crociera della sacrestia. L’aspetto attuale è ottocentesco: in quel secolo vennero rifatti la facciata, il campanile e le sale interne.
La scheda regionale descrive nel dettaglio il risultato. L’aula è unica, con pareti in pietra e un tetto di tavelle di cotto policrome su orditura di legno e archi traversi a sesto acuto; l’abside è quadrata e ha una volta a botte. Il fronte è un avancorpo aggiunto in ampliamento della chiesa originaria, con il portale ribassato rispetto al nuovo piano della strada e una scala interna che porta al livello dell’aula; il campanile è inglobato nell’avancorpo. Con lo stesso ampliamento furono ricavati la sacrestia e la cappella laterale dove sono i resti di Morazzone.
Il beato Serafino e Manzoni
Serafino Morazzone nacque a Milano il 1° febbraio 1747 e morì a Lecco il 13 aprile 1822. Come parroco di Chiuso ascoltò le confessioni di Alessandro Manzoni, forse fino al 1818, quando la famiglia si separò dalla villa del Caleotto, dove abitava. Nel Fermo e Lucia, la prima stesura del romanzo, lo scrittore gli dedicò un vero elogio, e scrisse di Chiuso come dell’ultimo paese tra il territorio di Lecco e quello di Bergamo; nei Promessi sposi quell’elogio sparì e il personaggio divenne un curato comune. Il Comune e Lecco Tourism ricordano che nelle stanze della canonica vicina, secondo Manzoni, si svolse la conversione dell’Innominato davanti al cardinale Federigo Borromeo.
La salma fu sepolta nel piccolo cimitero accanto all’oratorio di San Giovanni e nel 1858, per desiderio della popolazione, trasferita nell’edificio, nella cappella a destra della navata ricavata dai fedeli. Dopo la dichiarazione di venerabilità (17 dicembre 2007), la beatificazione è arrivata il 26 giugno 2011, con una cerimonia in piazza del Duomo a Milano.
Cosa vedere
La facciata a capanna e l’aula unica con soffitto a capriate rivelano le origini romaniche. Nel presbiterio la volta a botte porta un Cristo Pantocratore in una mandorla, circondato dai quattro Dottori della Chiesa seduti in cattedra; una Crocifissione affollata di figure occupa la parete di fondo e i Profeti stanno nell’intradosso dell’arco. Gli affreschi sono del Quattrocento, ma l’autore è discusso: Lecco Tourism ed eccoLecco li danno a Giovan Pietro da Cemmo, pittore della Valcamonica; il Comune parla di un maestro ignoto influenzato dalla cultura figurativa bresciana, o dei Baschenis della Val Averara; il sito del Museo del Beato Serafino aggiunge il Maestro di Nave tra le ipotesi più recenti. In una cappella laterale si vedono l’urna e la cassa che hanno contenuto le spoglie del beato.
Accanto sorge la parrocchiale di Santa Maria Assunta, in via Innominato 2, con la canonica che oggi ospita il Museo del Beato Serafino Morazzone: documenti e oggetti del parroco e alcune litografie originali dei Promessi sposi di Roberto Focosi, del 1830 circa. Il Comune ricorda anche un affresco di Casimiro Radice (1834-1908) con la conversione dell’Innominato. Per i luoghi del romanzo c’è l’itinerario Lecco manzoniana.
Info pratiche
- La chiesa è in via Pietro da Cemmo a Chiuso, Lecco (la scheda regionale riporta corso Bergamo).
- Secondo il sito del Museo del Beato Serafino (non datato) l’orario è 8-17 d’inverno e 8-19 d’estate; messa feriale giovedì e venerdì alle 8.30, festiva la domenica alle 8.30. Dallo stesso sito, la chiesa è accessibile ai disabili e ci sono servizi igienici nel parco pubblico adiacente.
- Il museo si visita su prenotazione telefonica, secondo Lecco Tourism, alla parrocchia di Santa Maria Assunta di Chiuso (0341 423380): conviene telefonare prima di andare.
Fonti
- Lombardia Beni Culturali, Chiesa di S. Giovanni Battista (scheda LC120-00856)
- Comune di Lecco, Chiesa di San Giovanni Battista
- FAI, Chiesa di S. Giovanni Battista o del Beato Serafino
- Lecco Tourism, Chiesa e museo del Beato Serafino
- eccoLecco, Church of Beato Serafino
- Museo Beato Serafino Morazzone, Chiesa di S. Giovanni Battista detta del Beato Serafino
- Wikipedia, voci Chiuso (Lecco) e Serafino Morazzone.