Lecco è l’unica città che Alessandro Manzoni cita per nome ne “I Promessi Sposi”, e i luoghi del romanzo non sono un’invenzione astratta: hanno indirizzi precisi, sono raggiungibili a piedi in una giornata e restano, in gran parte, riconoscibili nella città di oggi. Questo itinerario ripercorre il centro storico, il borgo di pescatori di Pescarenico e il rione collinare di Acquate, alla scoperta dei luoghi reali dietro Renzo, Lucia, Don Abbondio, Fra Cristoforo e Don Rodrigo. È un percorso adatto a tutti, senza dislivelli impegnativi, ideale in ogni stagione dell’anno.
Da Villa Manzoni al centro storico
Il punto di partenza naturale è Villa Manzoni, nel quartiere Caleotto: la casa di famiglia dello scrittore, oggi sede del Museo Manzoniano. Da qui, in pochi minuti a piedi, si raggiunge il centro storico e la Basilica di San Nicolò, il cui campanile — il “Matitone” — regala la vista sul Resegone che, secondo la tradizione, ispirò l’incipit del romanzo. Proseguendo verso l’Adda si arriva al Ponte Azzone Visconti, il “Ponte Vecchio” che segna il confine tra il lago e il fiume citato dallo stesso Manzoni.
Pescarenico, il borgo di Fra Cristoforo
Attraversato il ponte si entra a Pescarenico, l’unico luogo di Lecco che Manzoni nomina esplicitamente nel romanzo: da qui Lucia fugge in barca nella celebre scena dell’Addio ai monti. Nel cuore del borgo, in Piazza Era, sorge la chiesa e il convento di Fra’ Cristoforo, dove Manzoni ambientò la dimora del frate cappuccino.
Il rione di Acquate
Risalendo verso il rione collinare di Acquate si incontrano, in sequenza ravvicinata, i luoghi dell’incipit della vicenda: il Tabernacolo dei Bravi, dove Don Abbondio incrocia i bravi di Don Rodrigo; la Presunta Casa di Lucia, in via Lucia; e, visibile dal suo cortile, il promontorio dello Zucco con il Palazzotto di Don Rodrigo — oggi Villa Guzzi, non visitabile ma riconoscibile nel profilo della collina. Chiude il percorso la Chiesa di San Giorgio, dove la tradizione colloca il mancato matrimonio di Renzo e Lucia.
Oltre la città
Per chi ha più tempo a disposizione, l’itinerario manzoniano prosegue idealmente fuori Lecco: a pochi chilometri, sul colle di Somasca (Vercurago), le rovine del Castello dell’Innominato sono raggiungibili con una breve escursione; mentre il Monte Resegone, che chiude l’orizzonte della città e apre le pagine del romanzo, resta una meta per chi vuole affiancare all’itinerario letterario una giornata di montagna.
Info pratiche
- Percorso urbano, senza dislivelli impegnativi: adatto a tutti, praticabile in ogni stagione.
- Punto di partenza consigliato: Villa Manzoni, a circa 10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Lecco.
- Molti degli edifici citati sono privati o visitabili solo dall’esterno (Palazzotto di Don Rodrigo, Presunta Casa di Lucia); le chiese sono aperte al culto secondo gli orari parrocchiali.
- Il Castello dell’Innominato richiede uno spostamento a Vercurago e un breve sentiero non adatto a mobilità ridotta; il Monte Resegone è un’escursione a parte, riservata a chi ha esperienza di montagna.

