Sulla sponda sinistra dell’Adda, appena a valle del Ponte Azzone Visconti, Pescarenico è l’unico luogo di Lecco che Alessandro Manzoni cita esplicitamente per nome ne “I Promessi Sposi” — e per questo resta il cuore di ogni itinerario manzoniano in città.
Storia
Il nome del borgo deriva dal diritto di pesca concesso nel Seicento alle famiglie che vi abitavano, in un tratto dell’Adda tra il lago e il lago di Garlate particolarmente ricco di pesce; Pescarenico divenne parte del comune di Lecco nel 1757. Manzoni lo descrive come “un piccolo gruppo di case… abitato da pescatori, e da gente che lavorava alle reti e alle barche”, e proprio da qui, presso la foce del torrente Bione, fa fuggire in barca Lucia per sottrarla alle mire di Don Rodrigo, nella celebre scena dell’“Addio, monti”. Lungo la ciclabile verso Rivabella, tra via Battello e via Buozzi, una targa commemora ancora oggi la notte della fuga dei protagonisti.
Cosa vedere
- Piazza Era, il cuore del borgo, un tempo chiamata “Piazza del Pesce” in ricordo dell’antica attività peschereccia.
- All’attracco, una “lucia” — la tradizionale imbarcazione lariana — a ricordare la barca della fuga dei protagonisti del romanzo.
- La chiesa e il convento di Fra’ Cristoforo, dove Manzoni ambientò la dimora del frate cappuccino, a pochi passi dalla piazza.
Come arrivare
Pescarenico si raggiunge a piedi dal centro storico di Lecco attraversando il Ponte Azzone Visconti, lungo il percorso dell’itinerario Lecco manzoniana.
Info pratiche
Il borgo è liberamente visitabile in ogni momento, a piedi.