Cosa Vedere · Chiese

Chiesa di San Pietro in Costa

Alto Lario

Dosso del Liro →

Legata alla leggenda della frana che seppellì l’antico borgo di Ganda, la chiesa di San Pietro in Costa fu per secoli l’unica parrocchiale di Dosso del Liro, oggi isolata su una collina fra i castagni e raggiungibile solo a piedi.

Storia

La tradizione popolare narra che in tempi antichi Dosso del Liro non sorgesse sull’attuale pendio, ma più a monte, presso l’odierna località Pozzanega, in un insediamento chiamato Ganda. La chiesa parrocchiale di allora era proprio San Pietro in Costa, dipendente dalla Collegiata di Gravedona, e i parrocchiani di Ganda dovevano percorrere circa un’ora di cammino per raggiungerla. Un giorno di pioggia incessante, mentre gli abitanti si incamminavano verso la messa, una donna del paese, erborista sospettata di stregoneria, si rifiutò di proseguire con loro, dicendo che non si sarebbe mossa “nemmeno se Ganda, questa mattina, precipitasse nel fiume”. Al ritorno dalla funzione, gli abitanti trovarono il proprio villaggio travolto da una frana, che aveva deviato il corso stesso dei torrenti della valle.

La prima attestazione della chiesa risale al 1328, anche se l’abside, ancora di impianto romanico, suggerisce una fondazione più antica; l’edificio fu probabilmente ricostruito nella seconda metà del Quattrocento. Nel 1558 il vescovo Giovanni Antonio Volpi la staccò dalla plebana di Gravedona, e nel 1578 il visitatore apostolico Francesco Bonomi ordinò di dipingerne la facciata di rosso e di aggiungervi l’immagine del santo titolare. San Pietro in Costa fu l’unica parrocchiale di Dosso del Liro fino al Seicento — alla fine del Cinquecento la visita pastorale del vescovo Ninguarda vi contava 620 parrocchiani — quando, nel 1627, il vescovo Archinti autorizzò il trasferimento della cura pastorale a un nuovo oratorio in paese, meno distante dalle case: la titolarità della parrocchia passò così alla nuova chiesa di Santa Maria, oggi Santissima Annunziata.

Cosa vedere

Il presbiterio conserva un ciclo di affreschi completato nel dicembre 1532 su commissione del parroco Vincenzo Curti, opera di Giovanni Antonio De Lagaia: Dio Padre in gloria, l’Angelo Annunciante, i Dodici Apostoli e Cristo in gloria tra gli Evangelisti, insieme ai Dottori della Chiesa. La navata ospita ulteriori affreschi cinquecenteschi con il Battesimo di Cristo, la Madonna col Bambino, San Rocco e altri santi. Si conservano inoltre una tela votiva del 1577, donata da emigrati dossoliresi a Palermo sopravvissuti alla peste, e un altare ligneo del Cinquecento.

Come arrivare

La chiesa non è più raggiungibile in auto: sorge fuori dal paese, su una collina circondata da castagni, e si raggiunge solo a piedi lungo un sentiero nel bosco — proprio la distanza dal centro abitato ne determinò, nel Seicento, l’abbandono come sede parrocchiale.

Info pratiche

  • Apre al pubblico ogni terza domenica del mese, dalle 15:00 alle 17:30, insieme alla vicina Santissima Annunziata, nell’ambito della rassegna “Chiese Aperte” dell’Alto Lario.

← Torna a Cosa Vedere