La chiesa di Santa Maria delle Grazie, detta anche del Convento, sorge su un’altura alle spalle di Gravedona, con vista sull’Alto Lario: fondata nel 1467 per volontà del popolo di Gravedona, ha una luminosa aula unica e conserva un ciclo di affreschi del Rinascimento lombardo.
Storia
Il complesso nacque nel 1467 sul posto dell’oratorio di San Salvatore, un tempio paleocristiano in uso dal VI secolo, per concessione di papa Paolo II e con i soldi di diverse famiglie e, secondo UPEL, del duca di Milano; per la scheda regionale i lavori della chiesa e del convento sono del 1467-1468. Le date successive variano: un cartiglio all’ingresso, riportato da in-Lombardia, dice che papa Sisto IV concesse le indulgenze nel 1472, che la chiesa fu consacrata nel 1532 e riparata nel 1742; UPEL la dice invece consacrata nel 1496. Il convento agostiniano fu soppresso nel 1771-1772: fu diviso tra privati, mentre la chiesa dipese dalla pieve di San Vincenzo.
Cosa vedere
La facciata, semplice, ha un profilo a vela con decorazioni romaniche, tre fasce scandite da alte paraste e un portale maggiore in marmo di Musso, e le mura a intonaco hanno una cornice a denti di sega in cotto (UPEL, in-Lombardia). L’interno è ampio e luminoso: un’unica navata con soffitto ligneo, archi ogivali trasversi, cappelle laterali e un presbiterio con tre absidi, la centrale a volta a vela. Le pareti sono coperte di affreschi del Rinascimento lombardo eseguiti tra il 1496 e il 1520, che non sono firmati. Nel pavimento sono incastonate lastre tombali di famiglie di Gravedona.
La scheda regionale ne ricostruisce le fasi: la maggior parte della decorazione è del 1509 e dei primi anni seguenti. Nella seconda campata di destra le Storie di sant’Antonio abate, volute dalla famiglia Stampa e finite il 27 giugno 1509, fingono un polittico di marmo con motivi all’antica, e una scena riprende un’incisione di Dürer; la tradizione le dava a Sigismondo de Magistris, oggi prevale il nome di Alvise de Donati o di un suo collaboratore. Sul pilastro del presbiterio i Curti fecero dipingere una Madonna con il Bambino, accompagnata da Pietro e dal Battista; la finirono il 4 luglio 1509. La Crocifissione del primo comparto di destra, con le Storie della Croce nella lunetta, è della famiglia Casati, con donazioni documentate nel 1516-1517. Anche il convento mantiene il chiostro con scene della vita di Gesù e santi agostiniani, attribuite a Domenico da Lugano e forse a Bernardino de’ Donati (Università Cattolica).
Info pratiche
- La chiesa è in via Convento, sopra Gravedona, a poca distanza dalla chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo.
- Non abbiamo trovato su una fonte ufficiale aggiornata gli orari di apertura: per visitare la chiesa conviene informarsi presso la parrocchia di Gravedona.
Fonti
- Lombardia Beni Culturali, Chiesa e Convento di S. Maria delle Grazie, Gravedona ed Uniti
- UPEL Italia, Chiesa e Convento di Santa Maria delle Grazie
- in-Lombardia, Chiesa di Santa Maria delle Grazie
- Università Cattolica, Il complesso agostiniano di Santa Maria delle Grazie a Gravedona; Wikipedia, voce Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Gravedona).