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Madonna del Ghisallo

Triangolo Lariano

Magreglio →

Nato da un’antica leggenda di protezione dai briganti, il Santuario della Madonna del Ghisallo è dal 1949 patrona dei ciclisti e custodisce le biciclette di Coppi, Bartali e Merckx.

Il piccolo santuario sorge a 754 metri di quota, nel punto di valico del Ghisallo, nel comune di Magreglio, lungo la strada che collega Bellagio alla Vallassina. Secondo un’antica leggenda, il nome deriverebbe dal conte Ghisallo che, assalito dai briganti durante una battuta di caccia proprio in questo punto, si rivolse alla Madonna di un’icona incontrata nel bosco, attribuendole la propria salvezza. La prima documentazione storica risale al luglio 1623, quando gli abitanti di Magreglio ottennero il permesso di celebrare messa in una cappella che avevano ricostruito in onore della Vergine; seguirono un lascito per la celebrazione di messe nel 1660 e ampliamenti nel 1681. Dal 1706 il piccolo oratorio si sviluppò progressivamente in meta di pellegrinaggio. All’interno si conserva ancora oggi un dipinto cinquecentesco di autore anonimo, raffigurante la Vergine con il Bambino, al centro dell’antica devozione.

La svolta nella storia del santuario giunse nel Novecento: la salita del Ghisallo, percorsa tradizionalmente dal Giro di Lombardia — la “classica delle foglie morte” che chiude in autunno la stagione del ciclismo professionistico — e più volte inserita anche nel tracciato del Giro d’Italia, portò la Madonna a essere sempre più venerata dagli sportivi. Su iniziativa di don Ermelindo Viganò, parroco di Magreglio dal 1944 e poi primo rettore del santuario, nel 1949 papa Pio XII la proclamò patrona dei ciclisti, titolo in seguito esteso a patrona del ciclismo internazionale. Da allora generazioni di campioni hanno donato al santuario i propri cimeli più preziosi, fra cui le biciclette di Fausto Coppi, Gino Bartali ed Eddy Merckx.

Con l’aumentare dei cimeli custoditi, nel 2006 è stato inaugurato accanto al santuario il Museo del Ciclismo, che ne prosegue idealmente la storia.

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