Cosa Vedere · Chiese

San Miro

Alto Lario

Sorico →

Meta di pellegrinaggio contro la siccità fin dal Medioevo, il Santuario di San Miro custodisce le spoglie del santo che, secondo la leggenda, raggiunse Sorico camminando sulle acque del lago. Sorge a 319 metri di quota sul poggio di San Michele, alle pendici del Monte Berlinghera nel comune di Sorico, raggiungibile solo a piedi lungo un’antica mulattiera che si dirama dalla Via Regina; si trova lungo il percorso della Sezione 4 della Via dei Monti Lariani, nei pressi di Selve, poco prima della discesa finale a Sorico.

Storia

L’edificio, di origine romanica o forse longobarda, risale probabilmente al XII secolo ed è ricordato per la prima volta in un documento del 1286 conservato presso la collegiata di Chiavenna; in origine era dedicato a San Michele. Secondo la leggenda, San Miro — nato a Canzo nel 1345 secondo la tradizione locale — raggiunse Sorico stendendo il proprio mantello sulle acque del lago e camminandoci sopra; qui condusse gli ultimi anni di una vita di povertà e pellegrinaggi, fino alla morte nel 1381. Sepolto nella chiesa, il suo corpo fu ritrovato il 10 settembre 1452 nella cappella di Sant’Antonio, un evento che trasformò l’edificio in un santuario dedicato al nuovo culto: la sua tomba divenne meta di pellegrinaggi da entrambe le sponde del lago, invocata contro la siccità o per fermare le calamità causate dall’acqua, tanto che i milanesi lo definirono “avvocato dei milanesi in tempo di siccità” e finanziarono nel 1637 i lavori che portarono all’attuale struttura del santuario.

Cosa vedere

Della primitiva chiesa romanica sopravvivono, nella navata destra, affreschi trecenteschi e una monofora, mentre nel 1526 il pittore comasco Sigismondo de Magistris completò un pregevole ciclo pittorico raffigurante Sant’Antonio e San Miro. Restauri condotti nel 1987 hanno riportato alla luce ulteriori affreschi tardomedievali nascosti sotto strati di calce, mentre tre anni dopo fu ritrovato l’originario arco d’accesso alla cappella della tomba del santo. Nella navata destra si conserva anche la campana più antica dell’intera provincia di Como, risalente al XVI secolo.

Info pratiche

  • Il santuario, seconda chiesa della parrocchia di Santo Stefano di Sorico, celebra feste dedicate a Sant’Antonio Abate, a San Marco e a San Michele Arcangelo.
  • Accesso solo a piedi, lungo una mulattiera che si dirama dalla Via Regina.

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