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Santuario della Madonna delle Lacrime (Dongo)

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Il santuario della Madonna delle Lacrime, noto anche come Santa Maria del Fiume, sorge nel centro di Dongo, lungo la strada Regina, accanto al torrente Albano. Nacque attorno a un’edicola dove, nel settembre 1553, un’immagine della Madonna col Bambino avrebbe pianto, e conserva affreschi del 1599 e due gruppi di statue lignee seicentesche.

Storia

In una piccola edicola votiva tra viti e ulivi si venerava un’immagine di Maria col Bambino, detta Madonna del Fiume. Il 6 settembre 1553 il volto avrebbe pianto, e il parroco ne raccolse le lacrime con un calice; nei giorni seguenti la cappella fu allargata per proteggere l’immagine, e gli abitanti cominciarono a chiamarla Madonna delle Lacrime. Il complesso fu costruito tra il 1553 circa e il 1609 (Lombardia Beni Culturali). Il convento francescano, molto voluto dai donghesi, fu iniziato nel 1607 e finito nel 1619, in ritardo per i ricorsi dei benedettini di Domaso; nel 1627 la chiesa fu consacrata dal vescovo comasco Lazzaro Carafino, che la dedicò a Maria Nascente (Como e il suo Lago). Wikipedia aggiunge che il 5 aprile 1614 il santuario fu affidato ai frati minori.

Sotto il dominio austriaco e poi francese il convento fu soppresso, e nel 1871, per l’interessamento della famiglia Manzi, i francescani tornarono; nel 1936 gli ultimi terreni passarono ai Frati Minori di Lombardia per dono di Giuseppina Manzi, l’ultima della famiglia. Il 21 ottobre 1945 l’immagine fu incoronata dal cardinale Ildefonso Schuster, e nel 2017 l’amministrazione del santuario è passata alla Diocesi di Como (Wikipedia).

Cosa vedere

Una facciata a capanna senza decorazioni, preceduta da un portico su colonne tozze, dà accesso a tre portali; accanto c’è il campanile a torre con bifore e cuspide conica. Il complesso comprende il convento a doppio chiostro, e lungo il muro di cinta un orto con edicole affrescate, tra cui San Francesco e frate Masseo e il presepe di Greccio (Santuari Italiani).

L’interno è a navata unica con volta a botte e quattro cappelle laterali, e all’altare si conserva l’immagine miracolosa. Il presbiterio ha affreschi del 1599 firmati da Giovanni Domenico Caresana, originario della valle di Lugano. Le cappelle più preziose sono quelle del Crocifisso, con sette statue, e dell’Ultima Cena, con tredici, opere lignee di fra Diego Giurati da Careri, scultore calabrese chiamato qui nel 1649 da padre Daniele Cassonio, donghese divenuto vertice dell’Ordine francescano (Santuari Italiani); Como e il suo Lago ricorda anche fra Giovanni da Reggio. La prima cappella a destra è dedicata a san Francesco, con una tela di fra Girolamo Cotica da Premana, e la prima a sinistra a sant’Antonio.

Info pratiche

  • Il santuario è a Dongo, sulla via Statale, che segue il tracciato della strada Regina, subito dopo il torrente Albano.
  • Non abbiamo trovato su una fonte ufficiale aggiornata gli orari di apertura: per visitare il santuario conviene informarsi presso la Diocesi di Como o la parrocchia di Dongo.

Fonti

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