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Villa Erba

Ramo di Como

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Nella villa che fu della famiglia Erba, tra le sale che accolsero concerti e feste della belle époque, crebbe un bambino che sarebbe diventato uno dei registi più importanti del Novecento: Luchino Visconti.

Il sito, che tra il X secolo e il 1784 ospitò un monastero femminile dedicato a Santa Maria, passò nel 1816 al generale napoleonico Domenico Pino, che vi fece costruire una prima residenza nota come Villa Nuova. Fu però l’acquisto del 1882 da parte di Anna Brivio e di Luigi Erba – fratello ed erede di Carlo Erba, fondatore dell’omonima casa farmaceutica milanese – a dare avvio alla villa che conosciamo oggi: costruita sul finire dell’Ottocento su progetto degli architetti Angelo Savoldi e Giovan Battista Borsani, in uno stile neorinascimentale con decorazioni interne del professor Angelo Lorenzoli e affreschi di Ernesto Fontana. La nuova dimora, circondata da un vasto parco all’inglese, divenne presto un salotto mondano che accoglieva conferenze, concerti ed esponenti del mondo politico e industriale dell’epoca.

Ereditata da Carla, figlia di Luigi Erba, che sposò a Cernobbio il duca Giuseppe Visconti di Modrone, la villa fu la residenza estiva della famiglia Visconti di Modrone, che qui crebbe sette figli: tra loro Luchino, il futuro regista di capolavori come “Il Gattopardo” e “Morte a Venezia”. Sebbene non vi abbia mai girato una scena, Visconti considerò sempre Villa Erba una fonte inesauribile di ispirazione per le atmosfere lacustri e gli interni delle sue opere; vi fece ritorno negli ultimi anni di vita per completare il montaggio del film “Ludwig”.

Ceduta nel 1986 dagli eredi Visconti a un consorzio pubblico-privato, oggi Villa Erba è un centro espositivo e congressuale che affianca agli storici saloni un moderno padiglione firmato dall’architetto Mario Bellini. Ospita ogni anno il Concorso d’Eleganza Villa d’Este e la rassegna di giardinaggio Orticolario, mentre le stanze un tempo abitate da Visconti restano visitabili su prenotazione.

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