Sospesa su un promontorio verde tra i due rami del Lago di Como, Villa Giulia regala uno degli scorci più rari del Lario: un doppio panorama che abbraccia contemporaneamente il ramo di Como e quello di Lecco.
La villa fu fatta costruire sul finire del Settecento dal conte Pietro Venini, sul sito dove sorgeva l’antica residenza estiva della famiglia Camozzi, e venne completata nel 1806. Venini la dedicò alla moglie Giulia, da cui prende il nome, mentre le due ali laterali che oggi ne completano la facciata furono aggiunte solo nel 1882. In precedenza la proprietà era conosciuta anche come Villa Zina, e comprende ancora l’antica Villa Ciceri, un edificio cinquecentesco custodito nell’uliveto del parco.
La sua storia è segnata da passaggi di proprietà illustri: appartenne per un periodo a Leopoldo I del Belgio, e dopo la sua morte, verso il 1865, fu trasformata per alcuni anni in un albergo di lusso con il nome di “Chateau du Roi des Belges”, grazie all’iniziativa dell’imprenditore bellagino Antonio Mella. Tra gli ambienti più preziosi si distingue il cosiddetto “Salone d’Enea”, una sala da ballo affrescata su due piani per un’altezza di circa 15 metri, opera attribuita ai Galli da Bibbiena.
Con il suo parco di oltre venti ettari, tra i più estesi del Lario, Villa Giulia si raggiunge salendo la storica “scalotta” di ottocento gradini dalle darsene di Loppia: una piccola impresa che ripaga con uno dei panorami più fotografati e amati da chi visita Bellagio, e che vale la pena affrontare almeno una volta.