Le partiture di Mozart, Haydn e Beethoven passarono tutte dalle mani della famiglia che per un secolo abitò questa villa di Blevio: gli Artaria, editori musicali tra i più celebri d’Europa.
Fino al 1842 l’edificio fu proprietà di villeggiatura della famiglia Artaria, che circa un secolo prima ne aveva avviato la costruzione. Fondata a Vienna, la casa editrice Artaria & C. pubblicò vedute di città, ritratti e carte geografiche prima di specializzarsi, dal 1776, in stampa musicale: dalle sue presse uscirono le opere di Gluck, Haydn, Mozart, Clementi, Rossini, Schubert e persino Beethoven, rendendola uno dei punti di riferimento della vita musicale europea. Il fondatore del ramo milanese della famiglia, Ferdinando Artaria, nacque proprio a Blevio nel 1781.
Dagli Artaria la proprietà passò a Giorgio Mylius, banchiere di origine tedesca, che ne commissionò un’importante ristrutturazione all’architetto Giuseppe Balzaretto, trasformandola in un palazzo dallo stile sobrio ed elegante. Tra il 1864 e il 1866 un secondo intervento, firmato dal celebre architetto tedesco Gottfried Semper - lo stesso della Semperoper di Dresda - la rinnovò in chiave neorinascimentale per volere del genero di Mylius, Corrado Cramer, da cui il nome con cui la villa è oggi conosciuta. Il grande platano secolare e il raro cedro del Libano che ancora svettano nel parco, con vista su Cernobbio e Villa d’Este, sono muti testimoni di quasi tre secoli di storia che hanno intrecciato musica, finanza e architettura sulle rive del Lario.