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Basilica di Sant'Eufemia (Isola Comacina)

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La basilica di Sant’Eufemia, sull’Isola Comacina, è oggi un rudere, ma la pianta è ancora ben leggibile e la cripta si è conservata: è un monumento del romanico comasco. Si visita all’interno del parco archeologico dell’isola, che è a pagamento ed è aperto da maggio a ottobre.

Storia

Sulle origini le fonti divergono. Una tradizione, ricordata nel documento con cui il vescovo di Como Litigerio fondò la canonica nel 1031, dice che il vescovo Abbondio, tornando dal concilio di Calcedonia a metà del V secolo, vi avrebbe introdotto il culto della santa e costruito un oratorio, poi restaurato da Litigerio. All’inizio del VII secolo fu sepolto sull’isola il vescovo Agrippino, la cui lunga epigrafe funeraria, oggi nella chiesa di Sant’Eufemia d’Isola, ricorda la sua opera di evangelizzazione dell’Alto Lario, legata al patriarcato di Aquileia; le date del suo episcopato sono 606-616 per la scheda regionale e 607-617 per altre fonti. Il culto di santa Eufemia era caro ai seguaci dello scisma dei Tre Capitoli, e a Como era dedicata a lei la basilica cattedrale su cui sorse San Fedele. Ricerche recenti hanno trovato, sotto la basilica, i resti di una chiesa tardoantica.

Per la basilica romanica, Ugo Monneret de Villard (1914) la collegava alla fondazione del 1031; lo studioso Porter la datava più tardi, verso la fine del secolo e in parallelo con Sant’Abbondio; Arslan e Magni tornarono a una data intorno al 1030, per via dei sostegni ottagoni tipici del primo romanico. Nel 1169 i comaschi, alleati di Federico Barbarossa, rasero al suolo l’isola con tutte le sue chiese e le sue mura, e da allora l’isola non fu più abitata. La distruzione quasi fino alle fondamenta, tranne la cripta, ha risparmiato la basilica dalle trasformazioni e dai restauri dell’Ottocento e del Novecento che hanno compromesso altri monumenti romanici. I ruderi sono riemersi con gli scavi del 1914 di Monneret de Villard e con quelli di Luigi Mario Belloni del 1958-1978; più di recente si è scoperto un portico coevo alla chiesa e si è liberata l’abside minore di destra. Molti pezzi, tra cui l’epigrafe di Agrippino, furono riusati dai superstiti per la chiesa arcipreturale di Sant’Eufemia a Isola, oggi frazione di Ossuccio.

Cosa vedere

Si riconosce una basilica a tre navate, con quella centrale molto ampia, divisa dalle laterali, singolarmente rialzate, da due file di cinque pilastri ottagoni, che nell’ultima coppia verso il presbiterio diventano a più colonne. Le tre absidi, senza transetto, erano precedute da campate voltate; la copertura della navata era forse a capriate. Il presbiterio, rialzato, sta sopra una grande cripta a forma di oratorio, con volte a crociera, nicchie lungo i muri e otto colonne ricostruite, a cui si accedeva da due ingressi. Il campanile era addossato alla parte sud della facciata, collegato a un portico di cui restano le fondazioni, e la facciata aveva una sola porta, mentre sul lato nord ce n’erano due. I conci sono di pietra piccola, in corsi abbastanza regolari. Una serie di blocchi in chiesa fa pensare a un luogo di riunione. Per Wikipedia la lunghezza supera i 40 metri.

Il parco comprende anche i resti dei Santi Faustino e Giovita, di San Pietro in Castello e di Santa Maria col Portico, una casa torre medievale, il battistero biabsidato con mosaici e, sotto la chiesa di San Giovanni Battista, un colonnato romano. La chiesa di San Giovanni, ricostruita nel Seicento, è stata restaurata e riconsacrata nel 2008.

Info pratiche

  • Secondo il sito del Comune di Tremezzina, l’isola è aperta da maggio a fine ottobre, tutti i giorni dalle 10 alle 18; il ristorante, il bar e i servizi igienici sono chiusi a tempo indeterminato.
  • Per visitare l’isola serve un biglietto, che si compra all’Antiquarium di Ossuccio (museo aperto da giovedì a domenica dalle 11 alle 17, da maggio a ottobre) o alla biglietteria automatica sull’isola, che accetta solo carte; chi ne è privo rischia sanzioni. Le tariffe sono sul sito dell’isola.
  • Si arriva in battello con la Navigazione Lago di Como o con un taxi boat privato.
  • Per saperne di più sull’isola vedi la scheda dell’Isola Comacina.

Fonti

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