A Peglio la chiesa prepositurale è dedicata ai santi Eusebio e Vittore e sta su un poggio ai piedi del Sasso Pelo, con una vista che arriva a Gravedona e all’Alto Lario. Fu ricostruita tra il 1607 e il 1613 e subito affrescata dal Fiammenghino, e le sue pareti raccontano anche la storia degli uomini di Peglio emigrati a Palermo.
Storia
Era soggetta alla pieve di Gravedona e nel 1461 diventò parrocchiale, in seguito prepositura. L’edificio tardogotico fu abbattuto ai primi del Seicento e per quello nuovo la scheda regionale indica gli anni 1607-1613. Il sito del FAI riporta una leggenda sul luogo: gli abitanti volevano costruire la chiesa più vicino al paese, ma le pietre portate lì sparivano e si ritrovavano la mattina dopo dove la chiesa sorge oggi, spostate, si dice, dagli spiriti.
Appena il cantiere fu chiuso, le pareti vennero coperte di pitture: ne ebbe l’incarico il Fiammenghino, cioè Giovanni Mauro Della Rovere, pittore dei Sacri Monti attivo soprattutto a Milano, che tornò più volte a Peglio tra il 1614 e il 1623. Gli arredi vennero in gran parte da un’altra storia. Tra il 1600 e il 1750 circa molti pegliesi emigrarono a Palermo, dove facevano i mercanti, gli osti, i muratori o gli orefici, e dalla Sicilia mandarono i soldi per la chiesa. Il legame si legge in più punti, secondo Wikipedia: una tela con la morte di san Giuseppe, che la tradizione dice spedita da Palermo; la cappella di San Carlo, voluta da Alberto Mangino per la scola, la confraternita dei pegliesi di Palermo; la cappella di Santa Rosalia, patrona della città siciliana, con affreschi attribuiti al Caracciolo di Vercana; una campana del 1681 fusa dal lorenese Francesco Sottile, dono della Scola Panormi.
Cosa vedere
Un portico altissimo, sostenuto da quattro colonne, precede l’edificio e conserva affreschi cinquecenteschi di scuola luinesca. Dentro c’è un’unica navata con tre cappelle per lato, ciascuna con l’altare; quello maggiore, in legno dorato, è del 1635 per Wikipedia. L’organo, sopra l’ingresso, è opera dell’organaro bresciano Costanzo Antegnati, che lo costruì tra il 1608 e il 1627, ed è arrivato quasi intatto fino a oggi. Un documento del 1612 lo dice «rifulgente d’oro e soave nel suono»; il Fiammenghino dipinse le ante della cassa.
Gran parte dell’apparato decorativo è del Fiammenghino. Nel coro, accanto ai Dottori della Chiesa, dipinse una parte del Giudizio universale e visioni dell’inferno; il contratto che lo prova sta nell’archivio parrocchiale. Il Giudizio, molto colorato, occupa la parete sinistra del presbiterio e mette in scena cielo, terra, fiume e città infernale: in alto Cristo giudice, con ai lati la Madonna e il Battista, e più in basso la risurrezione dei morti, l’arcangelo Michele che guida i giusti e i dannati che precipitano nell’Acheronte, verso la città di Dite. Di fronte, una seconda grande scena mostra l’Inferno con le punizioni dei vari peccati, e ai margini c’è il Purgatorio come una fornace da cui gli angeli liberano le anime redente. Sulle volte, tra l’altro, la discesa dello Spirito Santo, l’Incoronazione di Maria e il Padre benedicente; altri suoi affreschi stanno nelle cappelle di Sant’Antonio e del Battista, dove il pittore si è ritratto accanto alla donna che amava; nell’abside Eusebio di Vercelli difende la fede al Concilio di Milano davanti all’imperatore Costanzo II.
Gli affreschi dei pilastri (1765) e il Trionfo della Morte della cappella sul sagrato sono di Alessandro Valdani, pittore della Val d’Intelvi. Wikipedia segnala poi una Madonna col Bambino di scuola luinesca e quadri attribuiti al Guercino, a Rodriguez, a Petrini e al Caracciolo di Vercana.
Come arrivare
Da Gravedona una strada panoramica di circa tre chilometri sale a Peglio. La chiesa sta ai margini dell’abitato, vicino al cimitero. È il luogo dove finisce il primo giorno e riparte il secondo della Via dei Monti Lariani, sezione 4.
Info pratiche
- Indirizzo: piazza della Chiesa 1 (Touring Club e diocesi di Como); il FAI scrive strada della Chiesa 4, la scheda regionale piazzale Santi Eusebio e Vittore.
- Il Touring Club indica apertura tutti i giorni dalle 15 alle 18, senza chiusure stagionali e con ingresso gratuito; il dato non è datato, e un blog di visita, anch’esso senza data, trovò la chiesa chiusa. Conviene telefonare alla parrocchia dei Santi Eusebio e Giacomo (0344 85261), che comprende anche chiese di Livo.
Fonti
- FAI, Chiesa di Sant’Eusebio e Vittore (Peglio)
- Lombardia Beni Culturali, Chiesa di S. Eusebio (scheda CO250-00628)
- Camminare nella storia, Peglio. Il Giudizio finale e un conturbante Inferno
- Touring Club Italiano, S. Eusebio (Peglio)
- Diocesi di Como, Parrocchia Santi Eusebio e Giacomo (Peglio)
- Esploratori della domenica, Esplorando l’Alto Lario (parte 2)
- Wikipedia, voce Chiesa dei Santi Eusebio e Vittore.
