Cosa Vedere · Chiese

Chiesa di San Calocero

Ramo di Lecco

Civate →

San Calocero, nel centro storico di Civate, è la chiesa al piano dell’antica abbazia benedettina di cui fa parte anche San Pietro al Monte: ha una cripta romanica, un ciclo di affreschi dell’Antico Testamento nascosto per secoli sotto la volta barocca e resti di un chiostro dell’XI secolo.

Storia

Le origini della chiesa sembrano risalire al IX secolo, quando il vescovo di Milano Angilberto II (824-859) fece trasportare a Civate le reliquie del martire Calocero, provenienti da Albenga; la chiesa acquisì allora il titolo di San Calocero, documentato però solo dal 1018. All’inizio dell’XI secolo si ritiene che l’edificio sia stato ristrutturato, anche grazie al rilancio del culto del santo promosso dall’arcivescovo Ariberto da Intimiano.

Del chiostro dell’XI secolo restano tracce nel lato est: una bifora della sala del capitolo e, al piano superiore, una serie di monofore del dormitorio. Nel 1556, quando ai benedettini erano subentrati gli olivetani, fu realizzato l’attuale portico del chiostro, a portici e loggiati. Il complesso monastico fu soppresso nel 1798, poi acquistato da privati, tra cui i Nava che lo adattarono a filanda; nel 1931 fu riscattato da don Edoardo Gilardi, che lo destinò a casa di riposo per ciechi. Oggi il complesso ospita una casa di riposo per anziani.

Cosa si vede

L’originaria basilica romanica aveva tre navate absidate e la copertura a capriate. In epoca barocca fu costruita la volta della navata, che nascose la parte alta di un ciclo medievale di affreschi, lacunoso, con storie dell’Antico Testamento: oggi è di nuovo visibile grazie a un percorso che permette di accedere, dall’esterno, direttamente al sottotetto. Il ciclo e la cripta, a tre navate con una sola abside, divisa da pilastri di granito, appartengono alla fase romanica.

Gli affreschi mostrano lo stretto legame con San Pietro al Monte: l’ultimo episodio del ciclo di San Calocero, Sansone che porta le porte di Gaza sul monte Ebron, prelude sia alla Resurrezione di Cristo sia all’apertura delle porte del paradiso che la Gerusalemme celeste affrescata nell’ingresso della basilica in quota prospetta ai pellegrini diretti al Cornizzolo.

La facciata, a salienti, decorata da archetti sotto la gronda e preceduta da un protiro con tre monofore, fu interessata da un pesante intervento di restauro nel 1937.

Info pratiche

Non abbiamo trovato su una fonte ufficiale aggiornata gli orari di apertura, né le modalità di accesso al sottotetto e alla cripta: conviene informarsi presso la parrocchia. Il complesso ospita ancora una casa di riposo.

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