Cosa Vedere · Chiese

Chiesa di San Lorenzo (Abbadia Lariana)

Ramo di Lecco

Abbadia Lariana →

La parrocchiale di San Lorenzo si affaccia sul lungolago di Abbadia Lariana, a pochi passi dall’acqua, dove per secoli sorse l’abbazia benedettina di San Pietro e poi un priorato dei Serviti. Dentro ci sono un altare ligneo seicentesco, due grandi tele agostiniane e gli affreschi che Luigi Tagliaferri dipinse nel 1915.

Storia

Fin dall’alto Medioevo il luogo ebbe un’abbazia. Una tradizione, ripresa da Wikipedia con rimando a una scheda di Lombardia Beni Culturali, fa fondare il monastero di San Pietro tra il 770 e il 772 dal re longobardo Desiderio, su una cella preesistente di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia; la Pro Loco del Lario orientale scrive più cautamente che si ritiene fondato da Desiderio. Verso il XII secolo il monastero perse importanza e cadde in rovina, un destino che gli storici, come il Tatti citato dalla Pro Loco, attribuiscono all’età, ma che le tracimazioni del lago possono aver affrettato.

Nel Duecento i Serviti di Maria ricostruirono la chiesa e la dedicarono ai santi Vincenzo e Anastasio. La cronaca parrocchiale di don Grisoni riporta la tradizione secondo cui a rimettere in piedi il monastero fu Filippo Benizi, generale dell’ordine, passato di qui trovando gli abitanti abbandonati. La chiesa era piccola, a una sola navata divisa in tre campate con volte a crociera, con un presbiterio rettangolare e un tetto basso di travi di castagno, secondo un disegno del Settecento conservato nell’archivio parrocchiale. Nel 1788 i frati lasciarono Abbadia per il convento comasco di San Gerolamo, vendettero il conventino ai signori Bianchi e cedettero la chiesa alla parrocchia, perché era più grande e in miglior stato della chiesa di San Lorenzo, che sorgeva nella località oggi detta Chiesa rotta. Il titolo passò così da Vincenzo e Anastasio a Lorenzo, e arrivarono qui l’altare ligneo barocco, il crocifisso, la Madonna della Cintura e l’altare di Sant’Apollonia.

Con la crescita della popolazione la chiesa divenne troppo piccola. I lavori, su progetto dell’ingegnere Giovanni Maria Stoppani, aggiunsero due navate, alzarono muri e pilastri, rifecero la volta e la facciata e trasformarono il presbiterio con un’abside semicircolare. Le fonti dividono sull’anno: il 1887 per Wikipedia e per la scheda diocesana (BeWeB), il 1888 per il sito della parrocchia, per la Pro Loco e per un sito locale. Poiché non c’era sacrestia, si utilizzò un tratto di cantina donato da Angelo Lafranconi, divenuto proprietario del conventino. Le due navate laterali restano in parte nascoste al celebrante dai quattro grandi pilastri che reggono il tetto.

Il tetto di tegole non resistette a lungo: l’acqua che filtrava rovinò le decorazioni, che il decoratore locale Oreste Broggi ritoccò negli anni Sessanta del Novecento. Nel 1980 il tetto fu rifatto in ardesia della Valmalenco, e un restauro più ampio, a inizio Duemila, ha rimediato ai danni. Il 6 settembre 2015 è stato inaugurato il nuovo sagrato, durante i cui lavori sono emersi reperti archeologici; il sito della parrocchia ricorda che, vicino al lago, era diventato un parcheggio libero nei mesi estivi.

Cosa vedere

La facciata, color rosa, ha tre aperture con finestre circolari sopra, cornicioni di pietra e un coronamento mistilineo, con i profili in arenaria. Dentro, la navata centrale ha una volta a botte, e le finestre delle laterali sono semicircolari.

Gli affreschi sono di Luigi Tagliaferri, pittore di origine valsassinese cresciuto a Mandello in una famiglia di decoratori, che lavorò qui nel 1915. Al centro della volta c’è la gloria di san Lorenzo, vestito da diacono, con la palma del martirio, portato in cielo dagli angeli; ai suoi piedi la graticola su cui fu bruciato. Nelle fasce trasversali tra i pilastri i dodici apostoli compaiono in medaglioni; sopra l’organo, quattro putti reggono il cartiglio «Laudate Deo in cordis et organo». Nel catino dell’abside c’è l’Apocalisse con la gloria dell’Agnello: a sinistra i santi, a destra i popoli convertiti dai missionari.

L’altare maggiore è un monumento ligneo barocco del Seicento, con un ciborio alto 3,20 metri, di cui la parrocchia ha presentato il restauro nel febbraio 2018. Ai lati sono due quadri del pittore Buzzoni con la vita di san Lorenzo. Ai lati della porta d’ingresso stanno due grandi tele seicentesche di tradizione agostiniana, di autore ignoto, forse comasco o milanese. La più importante, nella navata destra e solo dal 1915 qui, misura 190 per 262 centimetri e mostra sant’Agostino in abiti da vescovo, inginocchiato, che riceve dalla Vergine con il Bambino la sacra cintura, tra santa Monica e san Domenico. Si pensa che le tele si leghino alla solennità della Madonna della Cintura, quando una statua seicentesca era portata in processione lungo la riva; ancora oggi una statua della Madonna col Bambino viene posta su un trono e portata in processione la prima domenica di settembre.

Il crocifisso ligneo viene dalla chiesa vecchia. La tradizione lo diceva del Quattro o del Cinquecento, ma il restauro finito nel maggio 2009 ha mostrato che fu eseguito nell’Ottocento, forse copiando un esemplare più antico andato perduto. Il fonte battesimale è del 1989, opera dello scultore Fulvio Simoncini: un fusto esagonale regge una vasca circolare, con sei formelle sulla storia della salvezza.

Info pratiche

  • La chiesa è in via Lungo Lago 4, ad Abbadia Lariana; la parrocchia risponde allo 0341 735482 e pubblica gli orari delle messe sul proprio sito.
  • Di fianco alla chiesa si vede ancora il chiostro dell’antica abbazia, e nel parco di Chiesa rotta qualche resto della prima chiesa parrocchiale intitolata a San Lorenzo.
  • Con una breve deviazione dalla tappa 02 del Sentiero del Viandante si scende fino alla chiesa. Nello stesso paese c’è il Civico Museo Setificio Monti; vedi anche il comune di Abbadia Lariana.

Fonti

← Torna a Cosa Vedere