Cosa Vedere · Chiese

Chiesa di San Vincenzo (Gravedona)

Alto Lario

Gravedona ed uniti →

Fuori dal centro di Gravedona, vicino al lago e accanto alla chiesa di Santa Maria del Tiglio, sta la parrocchiale di San Vincenzo: eretta nell’XI secolo su un luogo di culto più antico, ripetutamente rimaneggiata, ha sotto il presbiterio una grande cripta romanica dedicata a sant’Antonio.

Storia

Il luogo era sacro da secoli: durante i lavori nella cripta, tra il 1977 e il 1979, sono emersi tre altari pagani di età romana, una tomba e frammenti di scultura, tra cui un capitello del I-II secolo (LoveLakeComo). Una chiesa paleocristiana del V secolo avrebbe preso il posto dei templi romani, e di quel pavimento resta una parte nella cripta. La chiesa romanica fu eretta nell’XI secolo e consacrata nel settembre 1072; aveva tre navate con tre absidi, un endonartece e tre porte, e quella meridionale dava accesso alla cripta (Lombardia Beni Culturali). Il suo aspetto di oggi è dovuto soprattutto alla radicale trasformazione barocca del Seicento.

Cosa vedere

Un portico su colonne, che gira su tre lati, precede la facciata a lesene con timpano triangolare e collega la chiesa a due piccoli edifici in cui stanno gli oratori di Santa Marta e di San Michele, sedi delle confraternite di Santa Marta e del Santissimo Sacramento. Sul basamento della facciata e sui fianchi le pareti non intonacate lasciano vedere la struttura romanica.

L’interno ha una sola navata con cappelle laterali e una decorazione che è in gran parte del Settecento. Il presbiterio è la parte più interessante: due tele di Michelangelo Bellotti del 1735 mostrano san Vincenzo davanti al Sultano e il suo martirio, e la Gloria di san Vincenzo nell’abside è del pittore intelvese Carlo Innocenzo Carloni, a cui si attribuiscono anche le quadrature della volta. L’altare di marmi policromi e il coro ligneo sono della fine del Settecento. Nelle cappelle si ricordano una tela di san Girolamo attribuita al veronese Alessandro Turchi e una Sacra Famiglia attribuita a Giovanni Baglione. Dalla chiesa si scende alla cripta di sant’Antonio, che in origine aveva sette piccole navate e tre absidi e oggi è ridotta a tre ambienti, con colonne dai capitelli altomedievali e romanici e, nell’abside principale, resti di affreschi del Trecento (Lombardia Beni Culturali).

Info pratiche

Fonti

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