Santa Maria del Tiglio, in piazza XI Febbraio a Gravedona ed Uniti, è un’ex chiesa battesimale romanica del XII secolo: ha una pianta quadrata con tre absidi e un campanile che si innesta nel centro della facciata, un assetto fuori dal comune. Sorge accanto alla pieve di San Vincenzo e al posto di un battistero paleocristiano.
Storia
L’area era sacra già in età romana: vi sono state trovate tre are, una sepoltura e frammenti scolpiti. La prima ara è ancora a destra dell’ingresso, la seconda è murata nella zona dell’abside e la terza è finita a Cremona. Gli scavi del 1953 hanno scoperto sotto il pavimento seicentesco i resti di un edificio quadrato con un’abside per lato e una vasca battesimale a immersione di forma ottagonale, con tre gradini sul lato ovest e un tubo di scarico di piombo. Il largo uso di mosaico a tessere fa datare questo primo battistero, dedicato a San Giovanni Battista, alla fine del V secolo. Gli Annali di Fulda lo ricordano nell’823, per un miracolo: un affresco dell’Adorazione dei Magi avrebbe emanato luce propria per quarantotto ore.
Non si sa quando e perché l’edificio paleocristiano sia stato sostituito da quello romanico, che ne ripete la pianta in dimensioni maggiori. Un documento del 1154 nomina già la chiesa di Santa Maria, e l’analisi architettonica porta alla seconda metà del XII secolo. Il nome «del Tiglio» si lega a un albero cresciuto sul campanile, ma la comunità pastorale ritiene recente questa tradizione. All’interno, dopo il Concilio di Trento, si intervenne a fondo: il pavimento fu rialzato, la vasca a immersione fu sostituita da un fonte più alto in marmo d’Arzo, e comparvero altari barocchi, stucchi e affreschi nelle absidi. Alcune parti romaniche si leggono ormai solo all’esterno. Il recupero «stilistico» del 1952-53 portò alla luce la vasca antica, un mosaico del V secolo e molti lacerti di affresco. La leggenda lega la chiesa alla regina Teodolinda, tanto che la si chiama anche chiesa della regina Teodolinda.
Cosa vedere
La chiesa ha pianta quadrata, con l’abside orientale più profonda e due absidi minori ai lati. L’esterno è di marmo bianco di Musso e pietra nera di Olcio, a fasce orizzontali, con archetti sotto la gronda. Il campanile, a base quadrata e con la parte alta ottagonale, aggiunta a fine Cinquecento in forme romaniche, si appoggia al centro della facciata e alla sua base si apre il portale. Tra i rilievi di recupero murati nella facciata, ci sono un centauro con l’arco, un cervo colpito da una freccia, una stella con croci, un nodo gordiano, un serpente e una protome tardoromana, forse da una stele funeraria; due rilievi tondi sono chiamati «le mammelle di Teodolinda».
All’interno tre nicchie scavate nell’abside centrale hanno colonnine con capitelli diversi, e un loggiato corre sopra le absidi, raggiungibile da scale nello spessore del muro occidentale: la scheda regionale non ne chiarisce la funzione e ritiene improbabile che fosse un matroneo. In controfacciata resta parte del Giudizio Universale, attribuito a Paolo Pietro da Menaggio, della metà del Trecento, con Cristo giudice e, in basso, una Gerusalemme celeste piena di campanili. Sul lato nord c’è un grande Crocifisso ligneo romanico, di scuola renana, in legno di pioppo e ontano, venuto da San Vincenzo e restaurato tra il 1997 e il 2000: la scheda regionale lo data entro la metà del XII secolo, altre fonti lo collocano alla prima o alla seconda metà del secolo. Nel presbiterio e nelle absidi restano lacerti di affreschi del Quattro e Cinquecento: le storie di San Giovanni Battista, un San Gottardo, una Madonna in trono tra san Nicola e un santo diacono, un corteo e un’Adorazione dei Magi. Altri lacerti della seconda metà del Trecento mostrano sant’Anna, santa Susanna, san Giuliano, san Lucio e un san Cristoforo. Sul pavimento, in un angolo, c’è un frammento del mosaico del V secolo con tessere bianche, nere e rosse.
Info pratiche
- La chiesa è in piazza XI Febbraio, a Gravedona ed Uniti, accanto a San Vincenzo.
- Nell’estate 2026 la Comunità pastorale San Francesco Spinelli ha indicato per Santa Maria del Tiglio, i Santi Gusmeo e Matteo e Santa Maria delle Grazie l’apertura tutti i giorni dalle 8 alle 18.30, fino al 14 settembre (Settimanale della Diocesi, 16/6/2026). Al 5 ottobre 2026 non abbiamo trovato gli orari autunnali e invernali su una fonte ufficiale (né la pagina della Comunità pastorale né quella di in-Lombardia ne danno) e altri siti riportano orari diversi: per sapere se la chiesa è aperta si può telefonare alla parrocchia di Gravedona, 0344 85261, numero indicato sul sito della Comunità pastorale.
- Nello stesso comune: San Vincenzo, i Santi Gusmeo e Matteo e Santa Maria delle Grazie.
Fonti
- Lombardia Beni Culturali, Chiesa di S. Maria del Tiglio (scheda CO250-00415)
- Lombardia Beni Culturali, Chiesa di S. Maria del Tiglio, complesso (scheda CO250-00414)
- Comunità pastorale San Francesco Spinelli, Battistero di S. Maria del Tiglio
- Settimanale della Diocesi di Como, Chiese aperte: itinerari, storia, arte e fede (16/6/2026)
- North Lake Como, Church of Santa Maria del Tiglio
- in-Lombardia, Church of S. Maria del Tiglio
- Wikipedia, voce Chiesa di Santa Maria del Tiglio.