Cosa Vedere · Chiese

Santuario di Santa Maria sopra Olcio

Ramo di Lecco

Mandello del Lario →

Il santuario di Santa Maria sopra Olcio sta a circa 660 metri di quota, nel territorio di Mandello del Lario, sul ciglio della vecchia via che portava dal lago alla Valsassina. Non si raggiunge in auto: dalla frazione di Somana si sale a piedi lungo un sentiero di pietra, scandito da una via Crucis, fino a una chiesa romanica con ospizio, in posizione dominante sulla Val Meria.

Storia

Le fonti lo dicono nato verso l’anno Mille, non per una reliquia o un’apparizione ma per la devozione di chi passava di qui. La via era molto battuta: a servire i viaggiatori c’era perfino un maniscalco, e nel 1913 presso il muro di cinta furono trovati dei ferri di cavallo. Nel 1145 la chiesa era così importante da ottenere la protezione della Santa Sede, sotto papa Eugenio III, in documenti dell’archivio parrocchiale di Olcio; ottenne poi lasciti in terreni e case, tanto che papa Benedetto XII ne ricordò i beni a Gorbo, Zeno, Bornico e Sonvico. Eccolecco aggiunge una conferma anche sotto Niccolò V (1447-1455).

Il complesso ebbe una vita da ospizio e da convento. Il sito turistico di Mandello e il CAI Grigne dicono che nel 1335 era un ospizio dei benedettini, con locali annessi medievali; Wikipedia parla di un convento di monaci del luogo, benedettini, dipendenti solo dal vescovo di Como e dal Papa. Nel 1441 il vescovo di Como lo chiuse, perché i monaci erano pochi e i viandanti ancora meno, e le terre furono restituite ai legittimi eredi a Somana e a Mandello. Il CAI aggiunge che dal 1440 la chiesa dipende dalla parrocchia di Olcio.

Poi il degrado. Nel 1713 un eremita, Alessandro Carizzoni, tornò ad abitare il convento, e vi rimase fino alla morte, nel 1790, facendo numerosi lavori tra cui il portico davanti alla chiesa. Il CAI e il sito di Mandello parlano di una ristrutturazione già nel 1600, mentre le altre fonti collocano nel Settecento l’intervento dell’eremita. I restauri più importanti sono quello del 1927 e quello dopo il grave incendio del 1997, che danneggiò soprattutto la chiesa (una pagina di eccoLecco scrive 1197, evidente refuso).

Cosa vedere

La chiesa è piccola, a una sola navata, come tante romaniche, e sorge su un rilievo accanto agli edifici che servivano ad ospitare i viandanti, in un insieme che ha mantenuto l’aspetto antico e che con le sue mura dà un’impressione di fortezza. Nel presbiterio ci sono affreschi e un dipinto del Cinquecento che raffigura la Vergine con il Bambino tra san Lorenzo e san Rocco. Il campanile, dell’XI secolo, ha conservato alcuni tratti d’origine, come quattro archetti su mensole allungate. Davanti alla chiesa c’è il portico, che dà sulla Val Meria.

Il vero spettacolo è il cammino. Il sentiero parte da Somana, vicino a via Santa Maria, e sale prima su un tratto asfaltato molto panoramico, poi su una mulattiera a gradoni nel bosco, dove circa ogni cento passi una croce nera con la corona di spine segna le stazioni di una via Crucis moderna e semplice. Poco prima della meta si incontra la cappella di Santa Preda, detta anche di Santa Brigida, a circa 600 metri, con una bella vista sulle Grigne, e infine una scalinata di pietra. Dal santuario si vedono il lago e Mandello.

Come arrivare

La chiesa si raggiunge solo a piedi. Da Somana il CAI Grigne e il sito di Mandello danno mezz’ora lungo i segnavia 15 o 17; un blog di escursionisti, nel 2014, scriveva 30-40 minuti, e un altro sito di viaggio circa un’ora, quindi conviene calcolare tra i trenta e i sessanta minuti. A Somana i posti auto sono pochi, e la salita, scrive eccoLecco, non è adatta al passeggino.

Da Olcio si può salire a piedi fino a Somana in venti-trenta minuti e proseguire da lì; il sentiero incrocia anche il Sentiero del Viandante vicino alla cappelletta di San Bernardo. Dalla chiesa partono escursioni più lunghe: all’Alpe d’Era in un’ora (segnavia 15 per la chiesetta a 832 metri, 17 per Cà di Angiolitt a 991 metri), da cui si prosegue verso il rifugio Bietti-Buzzi o il rifugio Elisa; allo Zucco di Sileggio (1.372 metri) in circa due ore (segnavia 17 e 17A) o in 1 ora e 45 minuti (17B), con un tratto finale che si può fare su due scale metalliche (30 metri) o su sentiero.

Info pratiche

  • Il sito turistico di Mandello e il CAI Grigne segnalano un punto di ristoro presso la chiesa. Non abbiamo trovato orari ufficiali né del ristoro né della chiesa: conviene informarsi presso la parrocchia di Olcio o la Pro Loco di Mandello prima di salire.
  • Quota: 660 metri secondo Wikipedia e eccoLecco, 661 per il CAI Grigne e il sito di Mandello.
  • Vedi anche il Sentiero del Viandante e il comune di Mandello del Lario.

Fonti

← Torna a Cosa Vedere