La «cittadella della seta» è il quartiere di Cernobbio cresciuto attorno alle Tessiture Seriche Bernasconi: fabbrica, uffici, case degli operai, asilo e villa padronale tra via Aquileia, il torrente Breggia e via Regina. Restano la ciminiera di mattoni, capannoni con il tetto a dente di sega e alcuni edifici ancora produttivi.
Storia
Davide Bernasconi avviò le Tessiture Seriche a Cernobbio nel 1872 secondo UPEL e Scripomuseum (Wikipedia scrive 1876 e una tessitura di quaranta telai). La fabbrica partì con sessanta telai meccanici, tra i primi in Italia, e prima della fine dell’Ottocento arrivò a seicento telai e a circa mille addetti. Nel 1899 la ditta divenne società anonima; il fondatore morì nel 1922 e l’azienda restò attiva fino al 1971.
Per chi lavorava negli stabilimenti Bernasconi fece costruire le abitazioni di operai e dirigenti, nel quartiere di San Giuseppe, e l’Asilo infantile Bernasconi, aperto nel 1881 per i figli degli operai e ancora in funzione. Nel quartiere si trovavano anche la residenza padronale, oggi Municipio, che nel 1906 lasciò al figlio costruendo Villa Bernasconi, e la tintoria Allamel, rilevata dal Bernasconi e trasformata negli anni Trenta in alloggi popolari. Dopo la chiusura alcuni edifici sono rimasti industriali; gli ex uffici e magazzini ospitano oggi la Biblioteca comunale, lo Spazio Giovani, l’associazione scout CNGEI e le scuole medie.
Cosa vedere
Il giro attraversa le vie del quartiere. Dietro il Municipio, oltre il parcheggio, c’è l’alta ciminiera di cotto, il «caminun», unico ricordo della tessitura Bernasconi che sorgeva in quell’area. Accanto un piccolo giardino ospita il «Luogo della Memoria», allestito all’inizio degli anni Duemila: uno spazio circolare con panchine, al centro un’opera in ferro dello scultore Riccardo Mantero per le vittime del nazifascismo, circondata da altri undici manufatti che ricordano personaggi del territorio o vittime del terrorismo.
In via Cinque Giornate si vedono l’Asilo Bernasconi e il «Casone», le case per gli operai che Bernasconi costruì nei primi anni del Novecento; il capannone all’inizio della via, entrando da via Regina, è un’altra testimonianza (in-Lombardia). UPEL segnala i tetti a dente di sega. Secondo QuiComo, in una parte delle ex Tessiture lavorano ancora due aziende, la CEL e l’Apparecchiatura di Cernobbio, che continuano la tradizione tessile.
Info pratiche
- Dove: via Aquileia, largo Luchino Visconti, via Cinque Giornate e via Regina, in un quartiere abitato: non ci sono orari né biglietti.
- Gli stabilimenti ancora attivi sono privati e si guardano dalla strada.
- Le fonti non concordano sull’unicità: Camminacittà e in-Lombardia parlano dell’unico sito di archeologia industriale tessile del Comasco, UPEL di uno dei pochi siti di archeologia industriale.
- È la sesta tappa dell’itinerario Cernobbio a piedi; a pochi passi c’è Villa Bernasconi.
