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Oratorio di San Fedelino (Sorico)

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L’oratorio di San Fedelino, detto anche tempietto, è una minuscola chiesa romanica sulla riva occidentale del Mera, poco prima che il fiume si apra nel lago di Mezzola, nel territorio di Sorico. Fu costruito nel X secolo dove, secondo la tradizione, furono ritrovate le reliquie di san Fedele, e appartiene alla parrocchia di Novate Mezzola, in provincia di Sondrio.

Storia

Fedele sarebbe stato un soldato romano convertito al cristianesimo e ucciso al tempo delle persecuzioni di Massimiano. Le fonti ne datano il martirio in modi diversi: al 284 il Consorzio turistico della Valchiavenna, al 286 la scheda regionale, verso il 303 Le Vie del Viandante. Dove stava il suo sepolcro sarebbe sorta una prima chiesa, poi distrutta dai barbari. Nel 964 fu il vescovo comasco Ubaldo a recarsi lassù per prelevare le reliquie e a trasferirle in città, nella chiesa che era intitolata a sant’Eufemia e che oggi è la basilica di San Fedele. Una leggenda, riferita da una guida escursionistica, vuole che una donna di Gordona avesse visto in sogno il punto della sepoltura.

Secondo la scheda regionale, tra il 964 e il 973 si diede avvio al rinnovamento dell’oratorio, la cui struttura risale quindi al X secolo; gli affreschi dell’abside sarebbero di poco successivi, dell’XI secolo. L’edificio fu poi dimenticato per secoli, anche per la posizione isolata. Tra il 1624 e il 1627 gli spagnoli lo usarono come fortino; Le Vie del Viandante aggiunge che fu anche ricovero per animali e che gli scalpellini delle cave di granito vicine lo adoperarono come magazzino e cucina (nel Settecento per la scheda regionale).

Il Novecento cominciò con gli studi sul romanico lombardo. Un comitato promosso da don Pietro Buzzetti ottenne nel 1905 un primo restauro, progettato dall’architetto Luigi Perrone, e nello stesso anno la parrocchia di Novate Mezzola acquistò l’oratorio. Nel 1956 si consolidarono gli affreschi interni; un nuovo restauro, pagato dal Rotary Club e dalla Provincia di Como, si fece nel 1992-1993 e sistemò anche l’area intorno.

Cosa vedere

È un edificio minuscolo: un’aula quadrata di circa 3,5 metri per lato (3,46 per 3,52 secondo il sito Valtellina) con un’abside semicircolare. Non ha una vera facciata, perché è costruito contro la parete rocciosa del monte Berlinghera, e si entra dalle due porte ad arco sui lati nord e sud. All’esterno i muri sono di ciottoli e di pietra di Moltrasio, con qualche elemento di recupero in marmo e granito, mentre l’abside ha lesene piatte e coppie di archetti pensili in tufo, una monofora a doppia strombatura e sopra un frontoncino con un arco cieco. Il tetto è di piode.

Dentro, l’aula ha una volta a crociera e conserva solo in parte la decorazione che coperse le pareti: sui lati restano santi quasi illeggibili. Il pezzo migliore è nel catino dell’abside, con un Cristo Pantocratore tra due angeli, e nella fascia inferiore gli apostoli, sei per parte, separati dalla finestrella centrale. Un blog di viaggio racconta che nel pavimento si vede il punto in cui si ritenne di aver trovato le reliquie.

Info pratiche

  • Il Consorzio Turistico Valchiavenna indica l’apertura da maggio a settembre, il sabato, la domenica e i festivi dalle 14 alle 17, e da fine ottobre su prenotazione; il biglietto costa 1 euro (0,50 ridotto) e un’apertura straordinaria 40 euro. Informazioni e prenotazioni: 0343 37485, consorzioturistico@valchiavenna.com. Orari e tariffe sono quelli pubblicati sul sito del Consorzio nell’ottobre 2026: conviene controllarli prima di partire.
  • Il luogo è isolato. Si arriva a piedi con un sentiero da Dascio (Sorico) o da Casenda (Samolaco), oppure in barca dal Mera o dal lago di Mezzola, per esempio da Dascio o da Novate Mezzola.
  • Sorico è anche il punto d’arrivo della sezione 4 della Via dei Monti Lariani.

Fonti

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