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Orrido di Nesso

Triangolo Lariano

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L’Orrido di Nesso è una gola scavata dall’incontro dei torrenti Tuf e Nosè, che taglia in due il borgo di Nesso e si getta nel Lario con una cascata. Si ammira dalla piazza del Castello, dall’alto, oppure scendendo per una scalinata tra le case fino al Ponte della Civera, sulla riva del lago. L’accesso è libero.

Storia

I due torrenti scendono dalle valli di Tuf e di Nosè e, riuniti, precipitano tra rocce strette e profonde per un dislivello di circa 200 metri dall’inizio della cascata all’acqua del lago (Comune di Nesso, Wikipedia, in-Lombardia). Dal Trecento la forza dell’acqua fece muovere mulini, cartiere, filatoi, oleifici, magli e torchi, e due stabilimenti per la seta: per Nesso fu vitale per lo sviluppo manifatturiero. La gola servì anche da rifugio ai contrabbandieri.

La fessura attirò l’attenzione di Leonardo da Vinci, che la ricorda nel Codice Atlantico: «Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte». Nel Settecento e nell’Ottocento, quando il lago richiamava artisti e viaggiatori, l’Orrido fu ritratto da Federico e Carolina Lose in celebri acquetinte, e Giovanni Battista Bazzoni vi ambientò nel 1829 il romanzo Il falco della rupe o la guerra di Musso. Nostrofiglio e un blog di escursioni ricordano inoltre che nel 1925 Alfred Hitchcock scelse Nesso per una sequenza di The Pleasure Garden, in italiano Il labirinto delle passioni, suo primo film.

Cosa vedere

Il Ponte della Civera è un singolo arco di pietra che unisce le frazioni di Coatesa e di Riva del Castello. L’età del ponte è indicata in modi diversi: Wikipedia lo dice di origine romana, il Comune di Nesso medievale, un blog di escursioni romanico, in-Lombardia di origine antica. Da qui si vede, da un lato la cascata, dall’altro le case ocra e rosa a picco sull’acqua, con le barche ormeggiate. Dopo le piogge primaverili gli spruzzi arrivano fino al ponte.

La discesa è una scalinata di ciottoli, stretta fra le pareti delle case, con archi e sottopassi, e il numero dei gradini cambia da una fonte all’altra: più di 270 per Wikipedia, tra 270 e 340 per Viaggiando Italia, circa 300 per Follow the Green Rabbit, più di 300 per in-Lombardia, circa 340 per Nostrofiglio. Oltre il ponte, secondo in-Lombardia, un passaggio nella roccia porta verso la cascata. Dal belvedere di piazza del Castello si abbraccia l’intera scena: la gola, il ponte, le case.

Il borgo è un mosaico di frazioni: Borgovecchio, il nucleo più antico; Coatesa; Lissogno, lungo il Tuf, con le rovine dei mulini, delle cartiere e dei setifici; Castello, in alto, dove restano le rovine del castello di San Lorenzo, del Trecento. In paese ci sono anche due chiese: i Santi Pietro e Paolo, di fondazione medievale (il 1095 per Nostrofiglio) e poi barocchizzata, e San Lorenzo. L’Orrido si può vedere anche dall’acqua, in battello, in barca o in canoa (per la navigazione nel 2026 vedi le regole sotto); Viaggiando Italia lo sconsiglia da soli, per la natura repentina del luogo. Per un confronto con un orrido vicino, c’è l’Orrido di Bellano.

Come arrivare

Nesso si trova sul ramo di Como, a circa 16 chilometri dal capoluogo lungo la strada per Bellagio. Chi viene in auto parcheggia all’ingresso dell’abitato, oppure vicino alla piazza se trova posto. Con i mezzi pubblici si prende il treno a Como e poi un bus di linea, la C30 per Bellagio o la C32 per il Piano del Tivano, che fermano entrambe a Nesso (Nostrofiglio); alcune corse del battello toccano il paese. Da Nesso partono anche percorsi per il Piano del Tivano e il Monte Palanzone; vedi anche Piani di Nesso.

Info pratiche

  • Accesso libero e gratuito (Comune di Nesso, via Coatesa); telefono del Comune 031 910106.
  • Servono scarpe con buona aderenza: i gradini sono di ciottoli e la risalita è faticosa, con i bambini conviene tenerli per mano.
  • Regole del 2026: l’ordinanza del sindaco n. 10 del 7 luglio vieta di tuffarsi, saltare o lanciare oggetti in acqua dai due ponti, quello della Civera e quello di Riva di Castello, e dalle strutture vicine, e di arrampicarsi o sostare in modo pericoloso sui parapetti; la sanzione va da 25 a 500 euro, 50 in misura ridotta. Il testo indica tre date di fine diverse: il 15 settembre nel titolo (la data che riprendono il sito del Comune e Nostrofiglio), il 20 settembre in una premessa e il 1° ottobre nella clausola finale, che è anche la data indicata da QuiComo a luglio. In ogni lettura l’ordinanza è scaduta e al 5 ottobre 2026 non abbiamo trovato una proroga; il sindaco ha detto a La Provincia di Como (24 agosto) che dal prossimo anno gli accessi andranno limitati. Sulla navigazione le fonti non coincidono: Nostrofiglio scrive che il tratto di lago davanti all’Orrido è interdetto, ma nel testo dell’ordinanza comunale non c’è, e La Provincia parla di un’ordinanza dell’Autorità di Bacino che porta a 100 metri l’area vietata intorno al ponte; non abbiamo letto quel provvedimento, quindi chi va in barca o in canoa chieda al Comune (031 910106) o all’Autorità di Bacino del Lario.
  • Periodo migliore: dalla tarda primavera all’estate, quando la cascata è più vigorosa; al tramonto il ponte è molto suggestivo (Viaggiando Italia).

Fonti

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