Sul lungolago di Bellagio, nel punto in cui i due rami del Lario si dividono, sorge la villa neoclassica che Francesco Melzi d’Eril, duca di Lodi e vicepresidente della Repubblica Italiana napoleonica, volle come propria residenza al termine della carriera politica.
Costruita tra il 1808 e il 1810 su progetto dell’architetto neoclassico Giocondo Albertolli, la villa fu la dimora di Melzi fino alla morte, nel 1816; passò poi al nipote Giovanni Francesco, quindi al figlio Lodovico e, attraverso il matrimonio di Luisa Melzi con Giancarlo Gallarati Scotti, principe di Molfetta, al ramo Gallarati Scotti, che ancora oggi la possiede. Nel 1815 il parco all’inglese fu disegnato dall’architetto Luigi Canonica e dall’agronomo Luigi Villoresi, gli stessi che avevano curato pochi anni prima il giardino della Villa Reale di Monza: un percorso di circa 800 metri lungo la riva del lago, tra alberi secolari, camelie, azalee e rododendri, arricchito da statue, una cappella gentilizia e reperti storico-artistici raccolti dalla famiglia. Tra gli ospiti che nell’Ottocento frequentarono la villa e i suoi giardini figurano Stendhal, il musicista Franz Liszt e i coniugi Percy e Mary Shelley.
L’interno della villa resta abitato e di proprietà privata, non visitabile; nell’ex aranciera ha invece sede, dal 2021, il Museo Lodovico Gallarati Scotti, che raccoglie dipinti di Andrea Appiani, Van Dyck, Rubens e Van Ruysdael insieme a sculture marmoree di Giovanni Battista Comolli. I giardini sono aperti al pubblico ogni stagione, generalmente da fine marzo a fine ottobre; il biglietto include anche l’accesso alla cappella e al museo. Per gli orari e il calendario stagionale si rimanda al sito ufficiale, giardinidivillamelzi.it. Camminando tra i vialetti che seguono la linea dell’acqua, con vista sul promontorio di Bellagio e sulle montagne del Triangolo Lariano, si attraversa uno dei giardini storici più conosciuti del Lago di Como, tuttora curato dagli eredi della famiglia che lo volle più di due secoli fa.