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Villa Saporiti

Ramo di Como

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Villa Saporiti, detta La Rotonda per l’esedra che sporge verso il lago, è una delle ville neoclassiche più importanti di Borgo Vico, a Como. Fu voluta dai marchesi milanesi Villani, ospitò Napoleone nel 1797 e dal 1950 è la sede della Provincia: dentro lavorano gli uffici, e si visita solo nelle giornate di apertura.

Storia

Il terreno apparteneva ai padri Filippini e alle monache agostiniane, e le riforme religiose di Giuseppe II lo rimisero sul mercato. Nel 1783 i marchesi Villani, Antonio ed Eleonora Doria Sforza Visconti, comprarono alcuni ettari per una villa di villeggiatura. Il luogo aveva anche un pregio in più, la vicinanza della villa cinquecentesca di Paolo Giovio. I lavori furono fatti tra il 1790 e il 1793 secondo la scheda regionale e Oggi a Como, mentre Wikipedia, il portale Italia.it e il sito del progetto Villa Olmo scrivono 1783-1793, contando dall’acquisto del terreno; nello stesso testo regionale la voce sintetica dà 1791-1793.

La committente, Eleonora, fece di più che finanziare: portò dai suoi viaggi un disegno preliminare, che i tecnici incaricati modificarono, Leopold Pollack e un architetto Bianchi. Secondo la scheda regionale i marchesi si scontrarono con Pollack, gli tolsero l’incarico a lavori già avviati e si rivolsero a Luigi Cagnola per lo scalone d’onore e per alcuni problemi tecnici; Wikipedia, invece, attribuisce il progetto a Pollack, riporta che uno scritto di metà Ottocento lo dà a Simone Cantoni e colloca il lavoro di Cagnola «in un periodo successivo». Nel 1797 la villa ospitò Napoleone Bonaparte, in visita a Como.

Nel 1858 il marchese Apollinare Rocca Saporiti la comprò dagli eredi dei Villani, ed è il suo cognome che le è rimasto. La Provincia di Como l’acquistò nel 1950 e, secondo la scheda regionale, la restaurò tra il 1950 e il 1953; qualche anno dopo comprò anche l’adiacente Villa Gallia, con cui divide il parco e l’assetto attuale del complesso.

Cosa vedere

Il corpo principale è su due piani, con due ali laterali simmetriche, e ha due fronti molto diversi: misurato quello verso via Borgovico, scenografico e vivace quello rivolto al lago, dove l’esedra concentra la decorazione. Qui la scheda regionale e Italia.it vedono colonne doriche e un coronamento di sei statue in arenaria (Giove, Giunone, Marte, Venere, Apollo e Nettuno), con medaglioni di divinità fluviali tra le colonne; Wikipedia scrive invece colonne ioniche e parla di cinque ninfe acquatiche nei medaglioni, quindi su questi dettagli le fonti non concordano. La scheda regionale indica Bernardo Gaggini per le decorazioni dell’esedra. Verso ovest, invece, una serie di aperture rettangolari ha al centro un varco più ampio, con tre archi.

L’interno ha una ricchezza che contrasta con l’esterno sobrio. Il Salone d’Onore, ellittico e alto due piani, ha una cupola ribassata con rosette che digradano in prospettiva; in basso, tra le lunette, ninfe danzanti e medaglioni con uomini illustri, molti della famiglia committente, secondo un programma celebrativo dei Doria Sforza Visconti. La decorazione è attribuita a Giorgio Fuentes e prende un modello di Giocondo Albertolli. Un salottino ellittico d’angolo, con un mosaico sul pavimento e busti di imperatori romani, ripete il motivo in piccolo. Il Salone dell’Imperatore è diviso da una parete in due sale, la più notevole delle quali è la Sala Etrusca, con le pareti a riquadri blu con grottesche, ispirate alle Logge Vaticane. Allo scalone d’onore di Cagnola si arriva dall’atrio, dove una lapide ricorda il ruolo di Eleonora Villani.

L’arredo originario è disperso. Oggi le sale storiche espongono mobili in stile neoclassico venuti dall’antiquariato e da altre ville della Provincia, come Villa Camilla a Domaso, Villa Porro Lambertenghi e Villa Amalia; per Wikipedia una parte dei mobili della Sala Etrusca viene dal castello di Monguzzo, e tra i quadri c’è una Salomè con la testa di san Giovanni del Cinquecento.

Il parco, condiviso con Villa Gallia, ha almeno una sessantina di specie di alberi, tra cui platani, magnolie e allori monumentali. Il sito del progetto Villa Olmo lo dice in uso esclusivo della Provincia e visitabile solo con visite guidate autorizzate; due darsene, una coperta di Villa Gallia e una scoperta di Villa Saporiti, permettono l’approdo dal lago.

Info pratiche

  • La villa è in via Borgovico 148 (Oggi a Como) o 150 (scheda regionale); il centralino della Provincia, indicato da Oggi a Como e da Italia.it, è lo 031 230111.
  • È la sede degli uffici della Provincia: non si visita nei giorni ordinari. Si può entrare solo quando la Provincia la apre: negli ultimi anni lo ha fatto nel quadro di Ville Aperte in Brianza, con visite guidate su prenotazione (obbligatoria, sul sito dell’iniziativa). Nell’autunno 2025 erano sei visite al giorno, alle 10, 11.30, 14, 15, 16 e 17, in due fine settimana (ComoZero); nel 2026 le date, per il Corriere di Como, sono state il 27 settembre e il 3 e 4 ottobre. Le prossime date vanno controllate.
  • Nei dintorni: Villa Olmo e il lungolago di Como.

Fonti

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