Sul promontorio roccioso che divide in due il Lago di Como, dove secondo la tradizione locale sorgeva già in epoca romana una villa di Plinio il Giovane, la storia di Villa Serbelloni attraversa oltre cinque secoli, da fortezza medievale a centro di ricerca internazionale.
Il primo impianto, su un sito già fortificato in epoca medievale di cui restano tracce nella torre quadrata addossata alla facciata, fu costruito nel Quattrocento per volere del feudatario Marchesino Stanga, che nel 1486 ne acquisì il terreno; nel Cinquecento la proprietà passò alla famiglia Sfondrati, che ampliò l’edificio, e nel 1788 ai Serbelloni, dal cui nome la villa prende quello attuale. Tra gli ospiti che nel corso dei secoli soggiornarono qui figurano Leonardo da Vinci, che vi assistette a un matrimonio lasciando la nota “Questi viaggi si vogliono fare del mese di maggio”, l’imperatore Francesco I d’Asburgo, la regina Vittoria d’Inghilterra, Alessandro Manzoni e Silvio Pellico. Dopo vari passaggi di proprietà tra Ottocento e primo Novecento, la villa giunse all’americana Ella Holbrook Walker, principessa della Torre e Tasso, che nel 1959 la donò alla Rockefeller Foundation di New York “per finalità legate alla promozione della comprensione internazionale”: da allora è sede del Bellagio Center della Fondazione, un centro studi e convegni che ospita residenze per studiosi e ricercatori da tutto il mondo ed è inaccessibile al pubblico.
Sono invece percorribili, solo con visita guidata, i circa 21 ettari del Parco di Villa Serbelloni che si estendono su gran parte del promontorio: terrazzamenti, aiuole geometriche, grotte artificiali e vegetazione sia locale che esotica, con punti panoramici sui due rami del lago. Le visite, che partono dall’ufficio turistico nella torre medievale di piazza della Chiesa, si tengono da inizio aprile a inizio novembre, tutti i giorni tranne il lunedì. Per orari, calendario e prenotazioni delle visite guidate si rimanda al sito dell’ufficio turistico di Bellagio, bellagiolakecomo.com.