La basilica di San Giacomo è la chiesa del Borgo di Bellagio, in piazza della Chiesa: un edificio romanico a tre navate e tre absidi, costruito tra l’XI e il XII secolo, riportato alla forma romanica da un restauro dei primi del Novecento e dichiarato monumento nazionale.
Storia
Sull’anno di costruzione le fonti non coincidono. Il FAI indica gli anni tra il 1075 e il 1125, Como e il suo Lago parla di XI-XII secolo e di maestri comacini, Le Vie del Viandante di XII secolo, Il Borghista dell’inizio del Millecento. Il campanile poggia su una torre delle mura medievali, adattata a torre campanaria quando fu costruita la chiesa: la parte alta fu aggiunta più tardi, nel Cinquecento per il FAI, nel Seicento per Como e il suo Lago e per Il Borghista, nel Settecento per il sito della parrocchia. L’ultimo grande restauro del campanile risale al 1990.
Il 23 febbraio 1657 la chiesa fu eretta a parrocchia prepositurale, con un territorio staccato da quello di San Giovanni; secondo l’archivio storico diocesano, nel 1788 il patronato era della casa Sfondrati. In età barocca, verso la metà del Seicento secondo Como e il suo Lago, l’edificio fu molto rimaneggiato. All’inizio del Novecento la comunità, guidata dal prevosto don Maraffio, affrontò un restauro radicale: furono eliminate le aggiunte barocche e rifatto ciò che mancava in uno stile vicino a quello originale. Le Vie del Viandante data i lavori al 1904, anno in cui per Il Borghista la chiesa fu dichiarata monumento nazionale. Secondo il sito parrocchiale restano autentici soltanto alcuni elementi (le sculture dell’ambone, le colonne della navata, il cuore dell’affresco quattrocentesco della Madonna delle Grazie); il resto è una ricostruzione novecentesca piuttosto libera.
Cosa vedere
Fuori colpisce la facciata a salienti in pietra grigia, in parte nascosta dal campanile, che sorge a sinistra. Delle tre absidi, decorate da archetti pensili a doppia ghiera, il FAI sottolinea che mantengono le proporzioni originali. Dentro, l’impianto rettangolare ha tre navate con archi a tutto sesto e colonne in pietra di Moltrasio, con capitelli e basi in granitone.
Tra le opere, i quattro simboli degli evangelisti scolpiti sull’ambone sono romanici, mentre il resto del pulpito è una ricostruzione. Il trittico della Madonna delle Grazie ha al centro un affresco staccato di fine Quattrocento, completato nel primo Novecento con i santi Rocco e Sebastiano: Como e il suo Lago e Il Borghista lo attribuiscono in parte a Vincenzo Foppa, il FAI alla tradizione della scuola foppesca, e lo colloca nella sagrestia, mentre il sito parrocchiale lo descrive lungo la navata. Una Deposizione è attribuita da alcuni al Perugino, per le fonti turistiche alla sua scuola. Una tela del 1607 con il martirio di san Giacomo è di Aragonio Aragoni; c’è poi una Madonna con Bambino di suor Orsola Maddalena Caccia, e i ritratti dei papi Benedetto XIII e Innocenzo XI Odescalchi.
Il Cristo morto, scultura policroma in legno, è l’oggetto di devozione più sentito. Secondo la tradizione, raccolta da Como e il suo Lago e da Il Borghista, apparteneva a una guarnigione spagnola del Pian di Spagna, finì nel lago per una piena dell’Adda e fu recuperato da pescatori di Bellagio. Il sito parrocchiale dice che fu trovato nel lago davanti al Borgo verso il 1629. Ogni Venerdì Santo viene portato in processione.
Le absidi hanno mosaici del Novecento, tutti di maestranze veneziane: nel 1914 quello di Sant’Orsola, a nord. Il catino del presbiterio copia il martirio di san Giacomo che Mantegna aveva dipinto a Padova, nella cappella Ovetari, mentre nell’abside intitolata a sant’Antonio si conserva un tabernacolo del Seicento proveniente dai cappuccini di Pescallo. Il tabernacolo dorato sull’altare del presbiterio è opera della bottega bellagina dei Pino. L’altare maggiore, in legno scolpito e dorato, con lastre di marmo di Musso, è del Settecento e della ditta Sampietro, secondo Il Borghista.
La piazza e il campanile
La piazza era detta «il casato»: vi si schieravano gli armigeri dei duchi Sfondrati, che abitavano nella villa sul colle. Vicino alla torre c’era uno dei tre ingressi al borgo. In questa chiesa fu battezzato il beato Teresio Olivelli, nato nella casa di fronte: lo ricordano la scultura «Ultima stilla» di Bruno Luzzani, accanto al vecchio fonte di marmo, e il fonte nuovo in rame sbalzato, del 1959. Le cinque campane, della fonderia Pruneri, furono fuse nel 1849 secondo Il Borghista.
Info pratiche
- La basilica è in piazza della Chiesa, nel Borgo di Bellagio, a pochi passi dal lago.
- Non abbiamo trovato su una fonte ufficiale gli orari di apertura: conviene chiedere alla comunità pastorale del Beato Teresio Olivelli (tel. 031 950442, indicato sul sito parrocchiale).
- Nello stesso Borgo c’è la chiesa di San Giorgio.
