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Monumento ai Caduti di Erba (Terragni)

Triangolo Lariano

Erba →

Il Monumento ai Caduti di Erba è una lunga scalinata di pietra che sale tra due filari di cipressi sul colle alle spalle del centro, fino a un sacrario e a una terrazza panoramica. Lo progettò nel 1926 Giuseppe Terragni, che pochi giorni dopo l’inaugurazione lo descrisse come «il primo monumento ai Caduti moderno realizzato in Italia». Si raggiunge dal basso, dall’inizio di corso Bartesaghi.

Che cos’è

Terragni lo disegnò per i caduti della Prima guerra mondiale. Sorge sul pendio detto «il Ronco dei Corti», e la scalinata guarda verso corso XXV Aprile, la via centrale della città. Supera un dislivello di circa venticinque metri con quattro rampe diritte di gradini bassi, intervallate da tre pianerottoli, con l’alzata in pietra e la pedata di ciottoli.

In cima la scalinata arriva a un volume cilindrico, il sacrario, con la cripta. Sul bordo curvo della cornice c’è l’iscrizione «Per quelli che furono, per quelli che sono, per quelli che saranno». Accanto all’altare ci sono due mortai e un ordigno. Due rampe di scale si aprono a emiciclo attorno al sacrario e salgono alla terrazza panoramica, dove sta un cannone della Prima guerra mondiale e dove, sul fondo, un portico semicircolare di pietra ad esedra si apre con portali ad architrave e ad arco.

Un’opera senza retorica

Nel progetto l’architettura è semplice, senza ornamenti, e il contrasto è tra la durezza della pietra e il verde dei prati e dei cipressi. Camminacittà, citando gli studiosi, vi legge il tema della salita dal basso verso l’alto, in cui la scala collega lo spazio della città e il luogo del ricordo, e riferisce che Terragni volle una salita impegnativa, quasi una prova di sacrificio per chi saliva a rendere omaggio ai caduti. Quando fu costruito, il monumento creò un nuovo accesso al vicino Teatro Licinium e ne divenne, scrive la stessa fonte, una sorta di completamento; Terragni frequentò il cantiere del teatro mentre lavorava al monumento.

Originariamente nel sacrario c’era un pannello di bronzo ad altorilievo di Lucio Fontana raffigurante la Vittoria. Una notte del 1936, poco amato dalle autorità cittadine, fu rimosso per ordine del podestà, conservato per un po’ in una soffitta del palazzo comunale e poi fuso per ricavarne bronzo.

Date e restauro

Le fonti non coincidono sull’anno: Camminacittà e Gite in Lombardia dicono realizzato tra il 1928 e il 1931 e il progetto del 1926; per il Comune di Erba è stato realizzato nel 1932; Chiesa di Milano scrive 1928-1932. Camminacittà indica come data dell’inaugurazione il 29 maggio 1932. Un restauro conservativo, progettato e diretto da Marco Ortalli con il Rotary Club Erba Laghi come promotore, fu annunciato da Chiesa di Milano per l’inaugurazione del 2 luglio 2015, insieme a una mostra nella vicina Villa Candiani.

Sul percorso

Il monumento è una tappa del percorso Camminacittà di Erba (terza tappa, da piazza Prepositurale a via Crotto Rosa). Il giro completo è nell’itinerario di Erba a piedi.

Info pratiche

  • La base della scalinata è all’inizio di corso Bartesaghi. Camminacittà segnala le barriere architettoniche: una grande scalinata, piuttosto ripida.
  • Il sacrario e la terrazza si raggiungono anche dagli ingressi del Teatro Licinium in via Crotto Rosa, che però sono normalmente chiusi.
  • In zona ci sono parcheggi, e in corso Bartesaghi c’è una fermata dell’autobus C40 Como-Erba-Lecco (Camminacittà, pagina senza data).
  • Non abbiamo trovato su fonti ufficiali un orario di accesso al sacrario.

Fonti

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