Il santuario di Santa Maria Nascente, per i mandellesi la Madonna di Debbio, sta su un colle tra i campi, al confine tra Mandello del Lario e Abbadia Lariana, in cima a una rampa di scale tra cipressi e abeti. Dentro conserva sull’altare una Madonna del latte affrescata nel 1434.
Storia
Il luogo era un passaggio quasi obbligato. Prima delle strade costruite dagli austriaci nella prima metà dell’Ottocento e della ferrovia Lecco-Colico (1892), per arrivare a Mandello si saliva lungo la via Ducale fino a San Giorgio e poi si scendeva, oppure a Debbio si prendeva la barca: la spiaggia sotto la chiesa era l’imbarco di un battello di proprietà della chiesa stessa. Su quel crocevia di vie d’acqua e di mulattiere sorgeva una chiesa di Santo Stefano, che le fonti datano in modi diversi: all’833 per Wikipedia, all’883 per la Pro Loco del Lario orientale. Anche sul libro che la nomina, il «Liber Notitiae Sanctorum Mediolani» di Goffredo da Bussero, c’è disaccordo: il 1226 per Wikipedia, la fine del Duecento per la Pro Loco. Per Wikipedia e per il sito turistico di Mandello l’edificio di oggi si può identificare con quell’antica chiesa di Santo Stefano.
La storia visibile comincia nel 1434, quando i nobili Stropeni fecero affrescare una Madonna del latte su una parete laterale. Il dipinto divenne molto venerato per le grazie ricevute dai mandellesi. Nel Seicento la chiesa fu rinnovata: nel 1619 ebbe una campana con la scritta «Sancta Maria ora pro nobis», poi una volta a crociera, una pala con la lapidazione di santo Stefano e altre tele. I lavori furono pagati con le elemosine e con la devozione cresciuta dopo la peste del 1630. I lasciti degli Stropeni si seguono nelle carte: nel 1644 Nicola donò un terreno perché con le rendite si dicessero messe per lui, e Maria Elisabetta ordinò in punto di morte 1.200 messe in quindici anni e lasciò 1.300 lire per la manutenzione. L’ultima ricevuta di pagamento di quel lascito è del 1874.
Il Settecento cambia l’edificio. Dopo la visita del vescovo Olgiati, che nel 1712 ordinò una sacrestia perché i paramenti stavano in una cappella accanto, la sacrestia fu costruita nel 1736. Nel 1755 la comunità staccò l’affresco dalla parete laterale e lo collocò sopra l’altare, in una cornice dorata, tra i 45 ex voto che nel frattempo aveva raccolto; la traslazione, fatta il 29 settembre e festeggiata il 21 novembre, è ricordata da un’iscrizione in latino dentro la chiesa. Nel 1760 il santuario fu intitolato a Santa Maria Nascente e l’altare ebbe finti marmi, conchiglie e una volta stellata, un apparato simile a quello del santuario della Beata Vergine del Fiume: Wikipedia propone per entrambi i decoratori Giuseppe Pellegrini e Perotti, ma come ipotesi. Un restauro del 1781 portò il campanile a vela e una seconda porta della sacrestia; il 26 settembre 1817 papa Pio VII concesse l’indulgenza plenaria perpetua a chi visitava la chiesa nei cinque giorni della festa della Natività di Maria e consacrò l’altare.
Cosa vedere
L’esterno è semplice: facciata a capanna, portale barocchetto affiancato da due finestrelle con grata e cornici di granito, attraverso le quali, quando la chiesa era chiusa, si poteva pregare davanti all’immagine; una finestra più larga sta sopra la porta. Nel presbiterio la parete dietro l’altare è dipinta a volute, conchiglie e fiori e, con un effetto illusionistico, sembra scavata in una nicchia concava, con un finto catino diviso a spicchi di stelle. Il resto dell’interno è a una navata con volta a botte e pareti color rosa marmorizzato, con undici ovali con i simboli e le virtù di Maria (in uno c’è un santo, forse Luigi Gonzaga).
L’affresco della Madonna è di un autore ignoto. Mostra la Vergine su un trono coperto da un drappo rosso che allatta il Bambino, tenuto con la destra, mentre con l’altra mano regge un rametto di rose. Una lastra di vetro in cornice dorata lo protegge dal 1760. Nell’Ottocento il seno era stato coperto e un restauro recente, ricordato sia dal sito di Mandello sia dalla Pro Loco, ha restituito l’immagine com’era. Per secoli le donne vennero qui a chiedere un figlio, o protezione in gravidanza e nell’allattamento, che per un neonato voleva dire la sopravvivenza: la panchina fuori permetteva di guardare dentro anche a chiesa chiusa, e sul davanzale si lasciavano fiori e ceri.
Alle pareti, ora quella di fondo, sono appesi gli ex voto: undici del Settecento e quattro dell’Ottocento. Tra questi ultimi, uno ricorda lo scoppio di un cannone davanti alla chiesa durante la festa, senza feriti, a un certo Andrea Ferrario; un altro come fu tratto in salvo Felice Venini, un bambino finito nel lago da una gondola lariana. Le due tele seicentesche del presbiterio, con il Martirio di Santo Stefano e una Madonna col Bambino e santi, si conservano oggi nell’arcipretale di San Lorenzo.
Come arrivare
Il santuario sta sul Sentiero del Viandante, poco sotto la chiesa di San Giorgio. La Pro Loco, nel 2011, lo descriveva a pochi minuti a piedi da San Giorgio, o raggiungibile da Abbadia seguendo il sentiero. Un resoconto del 2015 su un blog di escursionisti dice invece che dal tratto tra San Giorgio e Abbadia non si può più scendere alla chiesa, perché il passaggio a tornello sulla ferrovia è stato chiuso, e che bisogna fare un giro più lungo con un tratto di strada provinciale: prima di partire conviene chiedere alla Pro Loco. L’8 settembre, festa della Madonna di Debbio, dal 2006 si può arrivare anche in barca.
Info pratiche
- Indirizzo: il sito turistico di Mandello indica via Provinciale 12, la scheda regionale la SS 36 del lago di Como e dello Spluga, civico 61, località Debbio.
- Apertura: per entrare bisogna prenotare alla Pro Loco di Mandello del Lario (0341 732912, mandello@prolocolario.it). Il 5 ottobre 2024 una visita guidata, promossa dal Comune, l’ha toccata in un percorso tra cinque chiese di Mandello.
- Accessibilità: per il sito turistico di Mandello la chiesa non è accessibile a persone con disabilità; si sale per una rampa di scale.
- Festa: 8 settembre.
Fonti
- Visit Mandello, Chiesa della Madonna di Debbio
- Lombardia Beni Culturali, Chiesa della Madonna di Debbio (scheda 1N070-00034)
- Pro Loco Lario orientale, Debbio… Una Madonna da riscoprire (Simonetta Carizzoni, 2011)
- Le Vie del Viandante, Mandello del Lario - Chiesa della Madonna di Debbio
- libereali, Il sentiero del viandante da Mandello Lario a San Giorgio ad Abbadia Lariana (2015)
- Lario News, Mandello: Cammino nella fede e nell’arte (30 settembre 2024)
- Wikipedia, voce Santuario di Santa Maria Nascente in Debbio (Mandello del Lario).
