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Villincino (Erba)

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Villincino è il borgo fortificato di Erba che fu dei Carpani, alleati dei Visconti: pochi vicoli lastricati di ciottoli, case di pietra a vista con inserti di cotto, una torre con una bifora del Trecento e la Pusterla, la torre che segnava l’uscita dal borgo. Del castello resta un rudere; il borgo si visita a piedi.

Storia

La fortificazione era un cosiddetto «castello di borgo». Secondo Wikipedia nel X secolo fu un castellum militare a difesa del territorio dalle scorrerie degli Ungari, e in età comunale una base logistica nelle dispute tra Como e Milano. Il Comune di Erba la descrive come un centro attivo tra il XIII e il XIV secolo: apparteneva ai Carpani, e la loro ultima discendente visse nella casa chiamata Stallazzo, nella vicina piazzetta Prina.

Dopo la battaglia di Desio, nel 1277, quando furono abbattuti i castelli, anche quello di Villincino fu abbandonato; intorno al 1500 divenne sede di religiosi, e Camminacittà ricorda che nel Cinquecento una parte della rocca, l’attuale casa Guenzati-Rivolta, fu un convento, i cui frati aggiunsero un porticato nel cortile interno. Nel 1810, in applicazione dell’editto di Saint-Cloud, l’edificio fu venduto all’asta e andò a un Casati. Oggi, scrive il Comune, del castello, elencato tra i monumenti nazionali, resta solo un rudere.

Cosa vedere

La torre di piazza Torre. Contro la casa Guenzati-Rivolta, dove nell’Ottocento soggiornò san Giovanni Bosco, si appoggiano i resti della torre massiccia che dà il nome alla piazza: circa 6 metri per lato e 8 d’altezza, in grandi massi di pietra locale ben squadrati. Il portale è sormontato da una bifora a sesto acuto con colonnina in marmo bianco di Candoglia e capitello fogliato, datata da Camminacittà alla metà del XIV secolo. Accanto all’ingresso un piccolo cippo con una lastra di bronzo, posta dagli erbesi nel 1928, porta l’iscrizione «Posuerunt me custodem».

La contrada. Passando sotto la torre si entra in via Contrada Villincino, tra case antiche e acciottolato solcato da due guide centrali di pietra. Dopo una settantina di metri si esce sotto la Pusterla, torre alta e slanciata in pietra a vista, con un portale di granito, due finestrine a sesto acuto e una loggia rustica; un tempo era l’ala di ponente del castello e fu restaurata nella seconda metà del Novecento.

Lo Stallazzo e le case dei Carpani. In piazza Prina il civico 5 conserva finestre trecentesche in cotto e, sotto il portico, un soffitto a cassettoni con tavolette dipinte con i ritratti di membri della famiglia Carpani, molto degradate, che Camminacittà attribuisce a un maestro vicino alla corte di Ludovico il Moro; per il Comune i cassettoni sono del Quattrocento. Il FAI scrive invece che lo Stallazzo fu probabilmente un convento di suore: le fonti non concordano sulla sua origine.

Il lavatoio. Uscendo dal borgo, dopo una quarantina di metri a destra, un edificio di pietra a vista aperto da archi con cancelli di ferro ospita l’antico lavatoio a due vasche.

Sulle pareti di alcuni edifici sono esposte opere contemporanee del Gruppo Artistico Erbese.

Sul percorso

Villincino è il cuore della seconda tappa del percorso Camminacittà di Erba (670 metri e circa 15 minuti, fino a piazza Prepositurale), dopo Sant’Eufemia. Il giro completo è nell’itinerario di Erba a piedi.

Info pratiche

  • Il borgo è un nucleo di case abitate: si percorrono le vie, mentre alcuni cortili sono privati (Camminacittà segnala un cancello di ferro battuto davanti a un cortile privato e una piazzola di proprietà privata).
  • Le vie del borgo sono via Carpani, piazza Torre, piazza Prina e la contrada Villincino (Viaggiare in Brianza).
  • Camminacittà segnala pavimentazione di ciottoli, soglie e gradini.
  • Nelle vicinanze: la chiesa di Sant’Eufemia e Villa Majnoni.

Fonti

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