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Casa Giuliani Frigerio

Ramo di Como

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Casa Giuliani Frigerio, in viale Fratelli Rosselli 24 a Como, è l’ultimo edificio che Giuseppe Terragni riuscì a vedere costruito: una casa di appartamenti del 1939-1940, vicina al Novocomum, con facciate tutte diverse e la villa del committente all’ultimo piano.

Storia

All’inizio del 1939 Terragni ricevette l’incarico per una casa di appartamenti su via Malta, oggi viale Rosselli, e per il terreno trattò lui stesso con la Società immobiliare Novocomun, che già a fine anni Venti gli aveva affidato il Novocomum. Il progetto arrivò in Comune il 28 marzo 1939: la domanda diceva che la costruzione sarebbe stata per ora limitata a tre piani oltre il piano terra e realizzata con criteri autarchici. La commissione d’ornato lo approvò due settimane dopo e la licenza edilizia è del 20 aprile, con una condizione sul bow-window verso l’attuale via Campo Garibaldi: doveva stare ad almeno due metri e mezzo dalla strada, altrimenti il fabbricato andava arretrato.

Terragni, chiamato alle armi (la scheda regionale parla di una partenza per il fronte in Russia, il MAARC di un addestramento a Verona), seguì il cantiere in parte di persona e in parte da lontano, con un fitto scambio di lettere con l’amico Luigi Zuccoli, che lo condusse sul posto. I lavori durarono più del previsto e la spesa arrivò quasi al doppio del preventivo; il cantiere si chiuse alla fine di settembre del 1940.

Al momento dell’uscita la casa interessò meno di altre opere di Terragni. L’attenzione tornò con lo studio di Peter Eisenman, pubblicato nel 1971 sulla rivista Perspecta, che la scelse come caso per una teoria dell’architettura moderna (MAARC). La scheda regionale scrive che da questo progetto sarebbe forse partita una nuova fase di ricerca dell’architetto, se la guerra non gli avesse tolto la vita.

Cosa vedere

Il lotto, di 450 metri quadrati, sta tra viale Rosselli e via Sinigaglia. La pianta rettangolare, di 17 metri per 24, si legge come due quadrati sovrapposti e incrociati, divisi da quattro muri portanti paralleli. Sono quattro i piani fuori terra, e il piano rialzato rientra sul lato nord-ovest, dove si apre un grande porticato d’ingresso.

Le facciate sono tutte diverse e fatte di arretramenti e sporgenze: i balconi sporgono e le finestre rientrano, con molto vetro nei parapetti e telai metallici, e sul lato di via Campo Garibaldi i profilati servivano a fissare teli frangisole. Il rivestimento è in tesserine di marmo, il cosiddetto spaccatello (MAARC). I tre appartamenti di ogni piano stanno a quote diverse, con uno sfalsamento di mezzo piano che si legge anche all’esterno; all’interno porte a libro e pareti mobili rendono flessibili gli spazi, e l’ultimo livello è la villa del committente, su tre quote.

Secondo la Regione la casa ha conservato l’aspetto originario nei suoi elementi principali. Un intervento del 1971 ha ripristinato in parte le tesserine di marmo, i parapetti e gli elementi metallici; sono stati sostituiti i portoncini d’ingresso e tolto il serramento che chiudeva il portico.

Info pratiche

  • Indirizzo: viale Fratelli Rosselli 24, vicino al lungolago e allo stadio Sinigaglia.
  • È una casa abitata, di proprietà privata (scheda regionale): si guarda da viale Rosselli e dalla via Campo Garibaldi. Non abbiamo trovato visite organizzate all’interno.
  • Fa parte del quartiere razionalista tra viale Puecher e viale Sinigaglia, con il Monumento ai Caduti e il Novocomum: tutti e tre sono nell’itinerario Como razionalista.

Fonti

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