Le case degli artisti sono tre edifici razionalisti in pietra e legno che l’architetto Pietro Lingeri costruì sull’Isola Comacina tra gli anni Trenta e il 1940, per ospitare artisti venuti da tutto il mondo in un luogo di quiete e di contatto con la natura. Si vedono dal «Sentiero degli artisti»; l’interno non si visita, se non con visite guidate, e le case possono essere occupate.
Storia
L’isola passò, per eredità, al re del Belgio Alberto I e fu da lui donata allo Stato italiano; lo Stato la affidò all’Accademia di Brera con lo scopo di costruirvi un villaggio per artisti e un albergo, secondo Wikipedia e l’Associazione Culturale Isola Comacina. Il sito del Comune di Tremezzina dice che il progetto originale risale al 1920 e che le case furono concepite per ospitare artisti italiani e belgi. L’albergo non fu mai costruito; la locanda sì, nel 1964, secondo Wikipedia.
Le fonti non concordano sull’anno delle case: Camminacittà, nella tappa 5, scrive che Lingeri le costruì nel 1933, e nell’elenco dei punti di interesse le data dal 1937 al 1940; per l’Associazione Culturale Isola Comacina e per Wikipedia sono del 1939; per il FAI, del 1940, e il sito del Comune di Tremezzina dice sia 1940 sia «anni Trenta»; Arci Ecoinformazioni parla della fine degli anni Trenta.
Cosa vedere
Per il Comune di Tremezzina sono un’architettura razionalista che rilegge, con tratti modernisti, i modi costruttivi popolari del Lario. Il FAI le fa rimandare, come modello, alla casa per le vacanze di Le Corbusier, e osserva che funzionalità ed essenzialità si accompagnano a materiali locali, la pietra di Moltrasio e il legno, che inseriscono i tre fabbricati nel paesaggio dell’isola. Sacri Monti le chiama la colonia di artisti dell’isola, tre case razionaliste disegnate da Lingeri per l’Accademia di Brera. Lingeri era tremezzino, nota Camminacittà.
Il «Sentiero degli artisti» parte dal complesso dei Santi Faustino e Giovita, scende con dodici gradini di pietra e, dopo una ventina di metri in piano, arriva alla prima casa; cinquanta metri più avanti c’è la seconda, e un poco più in basso, sulla destra, la terza. Chi vuole può proseguire lungo la riva orientale dell’isola, con una bella vista sulla Punta del Balbianello a Lenno, fino ai resti della basilica di Sant’Eufemia. Nel 2013 Arci Ecoinformazioni ricordava un accurato restauro delle tre case.
Sul percorso
Le case sono la quinta tappa del percorso Camminacittà di Ossuccio e dell’Isola Comacina, «Il paradiso degli artisti». Il giro completo è nell’itinerario di Ossuccio e dell’Isola Comacina.
Info pratiche
- Camminacittà precisa che l’interno si vede solo con visite guidate organizzate e che le case, a volte, sono occupate. Non abbiamo trovato su una fonte ufficiale le date o le prenotazioni delle visite guidate.
- Il sentiero è sterrato e comincia con dodici gradini di pietra in discesa (Camminacittà).
- L’isola è un parco archeologico a pagamento: il sito del Comune di Tremezzina, letto a ottobre 2026, la dice aperta ogni giorno dalle 10 alle 18, tra maggio e la fine di ottobre.
- Nelle vicinanze: la chiesa di San Giovanni Battista e l’Isola Comacina.
Fonti
- Camminacittà, Ossuccio percorso 1, tappa 5 e punti di interesse
- Isola Comacina, sito ufficiale del Comune di Tremezzina
- FAI, Isola Comacina: case degli artisti, chiesa di S. Giovanni, resti della basilica di S. Eufemia
- Associazione Culturale Isola Comacina, L’Isola Comacina
- Sacri Monti, Raccolta museale Antiquarium e Isola Comacina
- Arci Ecoinformazioni, A Ossuccio un Antiquarium per un nuovo turismo (31 maggio 2013)
- Wikipedia, voce Isola Comacina.
- OpenStreetMap, per la posizione delle tre case.
