Cosa Vedere · Monti

Grigna Settentrionale (Grignone)

Ramo di Lecco

Mandello del Lario →

Il Grignone, o Grigna Settentrionale, con i suoi 2.410 metri è la vetta più alta delle Grigne, il massiccio calcareo che fa da muraglia tra il ramo di Lecco del Lario e la Valsassina; è meno aspro della sorella Grignetta e offre itinerari escursionistici, alpinistici e scialpinistici.

Storia

Il nome è legato a una leggenda e a un’etimologia. Il termine «Grigna» sembrerebbe derivare dal lombardo grignà, «ghignare», con probabile riferimento alle molte caverne del gruppo, che sulle pareti ricordano ghigni scuri. La leggenda racconta di una guerriera crudele che fece uccidere da una sentinella un cavaliere innamorato di lei: per punizione furono trasformati in montagne, lei nel Grignone e la sentinella nella Grignetta. Secondo Lecco Tourism le rocce, di origine marina e ricche di fossili, affascinarono anche Leonardo da Vinci, che le studiò e le citò nel Codice Atlantico.

La geologia ha una storia ancora più lunga. Sul fianco sud, verso la Valsassina, gli strati della Formazione di Buchenstein, del Triassico medio, hanno restituito un giacimento di pesci fossili, dominato dai perleidiformi: lo scoprì Andrea Tintori dell’Università di Milano durante un’escursione didattica; dopo i primi saggi del 2003-2005 furono condotte campagne di scavo nelle estati 2006-2009, e il sito è notevole per la quantità e la varietà delle specie, alcune nuove per la scienza.

Cosa vedere

La montagna ha tre versanti. Il sud-occidentale, il più scosceso, scende verso il lago; l’orientale, boscoso, si distende regolare verso la Valsassina; quello a nord scende dal Moncodeno verso il passo del Cainallo, sopra Esino Lario. Il paesaggio cambia di continuo: faggete sul Moncodeno, voragini carsiche, larici attorno al rifugio Bogani, poi mughi e pascoli d’alpeggio; l’erosione ha scolpito la Porta di Prada, un arco roccioso naturale. Il Moncodeno e la conca vicina del Releccio sono la parte più carsica del massiccio, con centinaia di cavità, e le acque di queste grotte tornano alla luce, a otto chilometri di distanza, nella sorgente del Fiumelatte, a Varenna. Dalla cima la vista, secondo Lecco Tourism, spazia dal Cervino e dal Monte Rosa fino alle guglie del Duomo di Milano. Per gli alpinisti la parete sud del Sasso Cavallo offre vie fino a 500 metri, tra cui la via Cassin (Wikipedia).

Come arrivare

La via più classica per i buoni escursionisti è la Traversata Alta, la cresta che collega la vetta della Grignetta a quella del Grignone. Si sale anche dal versante del lago, dalle frazioni sopra Mandello del Lario, o più comodamente dalla Valsassina (Balisio e Pasturo) e dalla Val d’Esino; secondo Wikipedia la via normale parte da Pasturo sul versante orientale. In inverno la cima è una meta molto frequentata dagli scialpinisti, da Pasturo e dal Cainallo. Tempi, difficoltà e condizioni dei sentieri cambiano con la stagione e vanno verificati prima di partire (CAI, gestori dei rifugi, bollettino meteo).

Info pratiche

  • Altezza: 2.410 metri (Wikipedia, Wikidata, La Valsassina). Secondo La Valsassina, OpenStreetMap e il portale Rifugi di Lombardia la vetta è nel comune di Pasturo; questa scheda è associata a Mandello del Lario, il comune sul lago con una pagina sul sito.
  • Rifugi sul massiccio: Brioschi, in cima (vedi la scheda); Bogani, Bietti-Buzzi ed Elisa; Antonietta al Pialeral; e i bivacchi Riva-Girani, 89ª Brigata Poletti e Merlini (quest’ultimo chiuso, secondo La Valsassina). Non abbiamo verificato su una fonte ufficiale giorni di apertura e servizi.

Fonti

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