Cosa Vedere · Altri punti

Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola

Alto Lario

Gera Lario →

All’estremo nord del Lario si stende la riserva naturale regionale del Pian di Spagna, una pianura alluvionale di poco meno di 1.600 ettari, a circa 200 metri di quota, dove l’Adda e il Mera hanno separato il Lago di Como dal Lago di Mezzola: canneti, acque aperte e campi coltivati, con circa 200 specie di uccelli osservate, in una zona umida riconosciuta a livello internazionale.

Storia

Duemila anni fa il Lario e il Lago di Mezzola erano un solo specchio d’acqua, che arrivava fino alla piana di Chiavenna. Le alluvioni dell’Adda accumularono terra e detriti fino a chiudere il lago con una vasta palude, malsana, difficile da abitare e impossibile da coltivare. Le grandi opere di bonifica furono realizzate nell’Ottocento, sotto gli austriaci: l’Adda fu deviata verso il bacino settentrionale del Lario e si scavò il canale di Borgofrancone per raccogliere le acque dal Monte Legnone (Como e il suo Lago). Il nome ricorda il dominio spagnolo: il conte di Fuentes costruì qui un forte, il Forte di Fuentes, per controllare il confine con i Grigioni.

La riserva è regionale e la sua data di istituzione varia con la fonte: il sito dell’ente scrive 1983, in attuazione della Convenzione di Ramsar sulle zone umide, mentre l’Atlante dei parchi italiani riporta la delibera del Consiglio regionale del 6 febbraio 1985. Fa parte della rete europea Natura 2000.

Cosa vedere

L’area comprende cinque comuni, Sorico e Gera Lario in provincia di Como, Dubino, Verceia e Novate Mezzola in provincia di Sondrio. Intorno si alzano il Monte Berlinghera (1.930 metri), il Sasso Manduino (2.888) e il Monte Legnone (2.609). Secondo l’Atlante dei parchi si distinguono tre ambienti: le zone coltivate, lo specchio d’acqua aperto e la fascia umida. Il canneto più esteso, a nord del Pian di Spagna, è dominato dalla cannuccia di palude, a volte con la tifa maggiore; nel canale Borgofrancone si vedono ninfee e nannufari; sulla sponda sud del Lago di Mezzola, dove l’ambiente è meglio conservato, ci sono i cariceti.

Sulle acque vivono svassi e qualche decina di cigni reali; nei canneti passeriformi palustri come cannaiola e cannareccione, e il tarabusino nidifica; si vedono anche aironi, folaghe, germani, nitticore e gallinelle d’acqua (Atlante dei parchi, Wikipedia). Tra i mammiferi, volpe, tasso, cervo, capriolo e cinghiale. Sulla sponda occidentale del Lago di Mezzola, lungo la via Regina, c’è l’oratorio di San Fedelino, raggiungibile a piedi o in barca da Novate Mezzola.

Come arrivare

Il sito dell’ente elenca cinque itinerari: Casenda o Dascio-Tempietto di San Fedelino (circa 3 ore a piedi secondo un sito valtellinese); Baletrone-Cascina Poncetta; Ponte del Passo-Lago di Dascio-Sasso di Dascio, buono per il birdwatching; Ponte del Passo-La Punta-fiume Mera; Trivio di Fuentes-Foce dell’Adda-Lodoletta. Quest’ultimo è una strada sterrata che si può fare anche in bicicletta, circa 3 ore a piedi, consigliata da gennaio a maggio e da novembre a dicembre (parks.it). Il Ponte del Passo è punto di partenza di due itinerari. Tempi, difficoltà e condizioni dei sentieri cambiano con la stagione e vanno verificati prima di partire.

Info pratiche

  • La riserva è aperta tutto l’anno e l’accesso è libero e gratuito; conviene evitare le ore più calde dell’estate e per alcuni percorsi è raccomandata o necessaria una guida della Riserva.
  • Il centro visitatori è in via della Torre 1/A a Sorico: telefono 0344 84251, email info@piandispagna.it, sito piandispagna.it. Ci sono parcheggi presso i principali punti di accesso.
  • La posizione sulla mappa è approssimativa, perché la riserva è un’area estesa e non un punto: per questo la scheda non mostra una mappa.

Fonti

← Torna a Cosa Vedere