Le mura medievali di Como cingono su tre lati il centro storico e seguono, con un perimetro leggermente più ampio, il tracciato della città romana. Il lato sud è l’unico ancora intero e porta le tre grandi torri; le torri sono però recintate e il resto del giro si fa lungo i viali.
Storia in breve
I milanesi abbatterono le mura romane nel 1127, alla fine della guerra decennale. Como le fece ricostruire con il consenso di Federico Barbarossa: i lavori, avviati nel 1158, si protrassero fino al 1192 e rinforzarono soprattutto il lato sud, rivolto verso Milano, mentre l’impero stava a nord. Le mura erano alte, merlate e protette da un fossato; allora nessun edificio cittadino le superava, perché non esistevano ancora il Duomo, il Broletto e le case-torre (Società Archeologica Comense).
Nell’ultimo ventennio del Duecento i Rusca costruirono sul lato orientale il Castello della Torre Rotonda (1284-1285) e le mura furono portate fino al lago. Nel Trecento i Visconti rinforzarono Porta Torre e Porta Nuova e fecero del castello il perno della Cittadella Viscontea. Nel Cinquecento francesi e spagnoli aggiunsero baluardi e rivellini; nel 1783 le mura passarono dall’erario militare al Comune, che a sua volta le trasferì a privati, e il fossato fu colmato e trasformato in viale alberato. Il 20 marzo 1848 i volontari comaschi occuparono mura e porte durante l’insurrezione contro gli austriaci. Nel 1975 si decise di evitare nuovi interventi radicali.
Come riconoscerle
Le pietre aiutano. Le mura romane sono in pietra di Moltrasio con conci più larghi e allungati; quelle medievali usano la stessa pietra ma in blocchi più piccoli. Lo zoccolo di entrambe sta più di due metri sotto il livello attuale della strada. Dove i due muri corrono vicini, come all’incrocio con via Cinque Giornate, si vedono affiancati.
Lato sud: l’unico completo
Parte dalla Torre Gattoni, poi segue viale Cattaneo. Qui le mura mostrano ancora la scarpa che le rinforzava, cioè la base inclinata, e i contrafforti aggiunti per il terreno debole del fossato interrato. Più avanti c’è Porta Torre, il simbolo della cinta, e l’angolo sud-orientale finisce nella Torre di San Vitale. Dal passaggio di via Diaz si vede lo spazio tra mura romane e medievali, che a fine Settecento passò a privati, i quali lo coprirono di terra e ne ricavarono giardini; in un muro c’è la porticina tamponata di un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale.
Lato ovest: viale Varese
Dallo sbocco di via Garibaldi, dove si apriva Porta Sala, il muro federiciano corre lungo viale Varese. Vi si leggono i segni dei secoli: i varchi tamponati aperti quando i giardini pensili passarono ai privati, i contrafforti contro la spinta dei terrapieni, i resti dell’avancorpo di Santa Margherita e, sul selciato dell’Annunciata, il contorno dell’avancorpo abbattuto nell’Ottocento.
Lato est e castello
Passata la Porta San Vitale si segue il muro nel giardino pubblico fino alla scuola di via Perti, dove i resti visibili finiscono. Poco oltre sorgeva il Castello della Torre Rotonda, demolito nel 1811 per far posto al Teatro Sociale: un tratto del muro federiciano si è conservato sotto il palcoscenico. Il lato su via Bertinelli fu rifatto verso il 1850. Il «Muro Comunale» voluto da Loterio Rusca, eretto negli ultimi anni del Duecento (1286-1288), chiude ancora la stazione delle Ferrovie Nord e conserva i tamponamenti di Porta Ferrea e della Porta di Coloniola.
Lato nord
Sul lago non c’era una cortina continua: i porti erano protetti, più verosimilmente, da torri. All’angolo di via Pretorio e via Rodari c’è la Torre Pantera, di datazione incerta: per la maggior parte degli autori è trecentesca, ma la base potrebbe essere più antica. In via Garibaldi, vicino al portone di un edificio, si intravedono i resti di una torre del XII secolo, fatta con pietre romane di recupero.
Stato attuale
Il sindaco ha annunciato l’8 agosto 2023 la fine dei lavori di restauro delle mura di via Balestra. Le tre torri sono invece recintate per rischio di distacchi di pietra: San Vitale dal 2021, Porta Torre dal 2022, Torre Gattoni ancora circondata da recinzioni, secondo la mozione di Svolta Civica del settembre 2026. Una parte della cinta e dei giardini pensili è privata, e questo, spiega la Società Archeologica, rende difficile aprirla al pubblico, in particolare nel tratto di via Volta.
Info pratiche
- Il giro completo si fa a piedi lungo viale Varese, viale Cattaneo, viale Lecco e le vie interne; non c’è un tracciato segnalato né orari.
- Da fuori si vedono le torri; i passaggi sotto Porta Torre sono chiusi.
- Nei sotterranei del Liceo Volta restano ruderi delle mura romane e di una porta, ma non abbiamo trovato una fonte recente sulle visite.
- Le mura sono la prima tappa dell’itinerario Como medievale.
Fonti
- Lombardia Beni Culturali, Mura medioevali di Como
- Società Archeologica Comense, Le mura di Como, capitolo 1 e capitolo 2
- UPEL Italia, Mura medievali (29/3/2022)
- La Provincia di Como, «Anche a Porta Torre transenne da tre anni» (3/4/2025)
- ComoZero, la situazione delle torri medievali (2026)
- EspansioneTv, Mura e torri di Como, mozione di Svolta Civica (11/9/2026)
- Wikipedia, voce Mura di Como.
