Dietro l’abside del Duomo, in piazza del Popolo, sorge l’ex Casa del Fascio, oggi Palazzo Terragni: un blocco quadrato di marmo e vetro progettato da Giuseppe Terragni (1904-1943), che molti considerano il capolavoro del razionalismo italiano.
Storia
Il primo progetto è del 1928 e riguardava un’area diversa da quella poi scelta. Come già per il Novocomum, Terragni dovette ricorrere a un trucco per avere il permesso edilizio: presentò al Comune un disegno di aspetto più tradizionale, tenendo per sé le soluzioni moderne. Dopo vari ripensamenti il progetto di massima fu approvato a Roma nel 1932, e nel 1933 il Comune assegnò un terreno quadrato di poco oltre 33 metri per lato, incastonato tra il Duomo e la montagna di Brunate. I lavori cominciarono nel luglio 1933 e furono corretti in corsa: il rivestimento in lastre di marmo e le grandi superfici di vetrocemento furono decisi durante il cantiere.
Il cantiere fu lento. Due date di inaugurazione, il 28 ottobre 1934 e il 24 maggio 1935, saltarono, e il segretario federale scaricò la colpa sulle continue difficoltà tecniche del progetto; nel novembre 1935 il partito occupò alcuni locali prima ancora che il Comune concedesse l’abitabilità. La data di apertura cambia secondo la fonte: 1936 per UPEL e per il sito turistico della città, 1935 per la scheda della Regione Lombardia.
Dopo la caduta del fascismo il palazzo fu ripulito dai riferimenti al regime e usato dai partiti del Comitato di Liberazione Nazionale; poi passò allo Stato e alla Guardia di Finanza, di cui è sede dal 1957 secondo UPEL (la voce Wikipedia riporta sia il 1947 sia il 1957). Nel 1956 un avviso d’asta mise a rischio l’edificio: dopo le proteste, tra cui quella di Bruno Zevi, la Soprintendenza lo vincolò il 10 ottobre 1956 e l’asta fu ritirata (Wikipedia).
Cosa vedere
Visto dalla piazza, che un tempo si chiamava piazza Impero, il palazzo è un mezzo cubo: circa 33 metri di lato e poco meno di 17 di altezza, cioè la metà. Le quattro facciate sono tutte diverse e mostrano la griglia di pilastri e travi in cemento armato invece di nasconderla: quella sulla piazza ha un grande loggiato di cinque campate, altre alternano pieni di marmo bianco e vuoti di vetrocemento. Secondo la scheda regionale la piazza è pensata come un prolungamento dell’atrio, collegata all’edificio dalla scalinata.
Dentro, un atrio con il soffitto di marmo nero porta da una parte al sacrario, dall’altra allo scalone principale. Il centro dell’edificio è il Salone delle Adunate, alto due piani e illuminato dall’alto da una copertura di vetrocemento; sul primo piano affaccia un ballatoio che collega gli uffici. I pannelli di Mario Radice e le altre decorazioni di regime furono smontati dopo la guerra, e le pareti sono oggi intonacate di bianco.
Info pratiche
- Indirizzo: piazza del Popolo 4, Como.
- L’edificio è una sede della Guardia di Finanza e le fonti sono discordi sulle visite: il sito turistico della città scrive che si vede solo dall’esterno, mentre il portale turistico del Comune parla di visite con autorizzazione del Comando provinciale, anche durante eventi o con guide autorizzate. Secondo QuiComo (1 agosto 2026) l’atrio non è normalmente visitabile e per l’8 e il 29 agosto erano in programma visite guidate organizzate da Slow Lake Como, con l’architetto Attilio Terragni (pronipote del progettista): ingresso gratuito, 15 euro la guida. Per le prossime date conviene sentire gli organizzatori.
- Nel 2017 è stata lanciata una petizione per farne un museo del razionalismo e dell’astrattismo, e secondo Wikipedia il progetto ha ricevuto fondi nazionali nel 2021; non abbiamo trovato notizie aggiornate.
- Nelle vicinanze: il Duomo di Como, il Broletto e il Teatro Sociale.
Fonti
- Lombardia Beni Culturali, scheda Casa del Fascio (ex)
- UPEL Italia, Ex Casa del Fascio o Palazzo Terragni
- Città di Como, Former Casa del Fascio e Oggi a Como, Casa del Fascio
- Villegiardini, L’ex casa del Fascio di Como
- Wikipedia, voce Casa del Fascio (Como); QuiComo, 1 agosto 2026.
